16/04/14

Roma ~ La Fontana dei Quattro Fiumi, 1651

Quattro enormi allegorie sedute in pose contrastanti agli angoli delle rocce in marmo bianco che rappresentano i maggiori fiumi di ciascuno dei quattro continenti noti, secondo le cognizioni geografiche del XVII secolo:
  • Il Danubio per l'Europa, scolpito da Antonio Raggi
  • Il Gange per l'Asia di Claude Poussin
  • Il Rio della Plata per l'America di Francesco Baratta
  • Il Nilo per l'Africa di Antonio Fancelli.
Realizzata al centro di Piazza Navona di Roma da Gian Lorenzo Bernini, nel 1651, la fontana dei Quattro Fiumi realizza lo straordinario supporto alla copia romana di un obelisco egizio, proveniente dal Circo di Massenzio. Opera di architettura, oltre che di scultura, la Fontana mette in mostra un vero e proprio artificio barocco, nell'appoggio dell'obelisco sul vuoto. La fontana, coronata dalla colomba dello Spirito Santo - emblema del Papa Innocenzo X, committente dell'opera - fu anche interpretata come simbolo del trionfo della Chiesa sulle quattro parti del mondo. La fontana fu scoperta al pubblico il 12 giugno 1661.
La Fontana dei Quattro Fiumi 1651 | Roma Barocca e Rococò

La Fontana dei Quattro Fiumi 1651 | Roma Barocca e Rococò

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La Fontana dei Quattro Fiumi 1651 | Roma Barocca e Rococò

La Fontana dei Quattro Fiumi 1651 | Roma Barocca e Rococò

La Fontana dei Quattro Fiumi 1651 | Roma Barocca e Rococò

La Fontana dei Quattro Fiumi 1651 | Roma Barocca e Rococò

La fontana sorge al centro della piazza, nel punto in cui fino ad allora si trovava un “beveratore”, una semplice vasca quadrata per l’abbeveraggio dei cavalli. Si compone di una base formata da una grande vasca ellittica a livello della pavimentazione stradale, sormontata da un grande gruppo marmoreo, sulla cui sommità si eleva un obelisco egizio "Obelisco Agonale", imitazione di epoca romana, rinvenuto nel 1647 nel circo di Massenzio sulla via Appia. La sistemazione dell’obelisco sul gruppo scultoreo centrale ribadì la validità di un’innovazione che lo stesso Bernini aveva sperimentato, nel 1643, con la realizzazione della fontana del Tritone, e che era contrario a tutti i canoni architettonici dell’epoca: il monolite non poggiava infatti su un gruppo centrale compatto, ma su una struttura cava, che lasciava cioè un vuoto al centro e sulla quale erano poggiati solo gli spigoli della base dell’obelisco.

La Fontana dei Quattro Fiumi 1651 | Roma Barocca e Rococò

Le statue in marmo bianco che compongono la fontana hanno una dimensione maggiore di quella reale. I nudi rappresentano le allegorie dei quattro principali fiumi della Terra, uno per ciascuno dei continenti allora conosciuti, che nell'opera sono rappresentati come dei giganti in marmo che siedono appoggiati sullo scoglio centrale in travertino - opera di Giovan Maria Franchi del 1648:
il Nilo - scolpito da Giacomo Antonio Fancelli nel 1650,
il Gange - opera del 1651 di Claude Poussin),
il Danubio - di Antonio Raggi nel 1650, 
il Rio della Plata di Francesco Baratta, del 1651.

La Fontana dei Quattro Fiumi 1651 | Roma Barocca e Rococò
Il disegno dei quattro colossi nudi che fungono da allegorie dei fiumi risalgono all'antico. I giganti di Gian Lorenzo Bernini si muovono in gesti pieni di vita e con un'incontenibile esuberanza espressiva. Sull'antico, però, prevale l'invenzione del capriccioso. Così il Danubio indica uno dei due stemmi dei Pamphilj presenti sul monumento come a rappresentare l’autorità religiosa del pontefice sul mondo intero, il Nilo si copre il volto con un panneggio, facendo riferimento all'oscurità delle sue sorgenti, rimaste ignote fino alla fine del XIX secolo, il Rio della Plata, vicino al quale le monete simboleggiano il colore argenteo delle acque, il Gange con un lungo remo che suggerisce la navigabilità del fiume. Lo scultore ricerca uno studio più attento dei movimenti e delle espressioni, che l'artista varia al massimo.
La Fontana dei Quattro Fiumi 1651 | Roma Barocca e Rococò

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