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Amedeo Modigliani (1884-1920)

"La vita è un dono, dei pochi ai molti, di coloro che sanno e che hanno a coloro che non sanno e che non hanno"
- Amedeo Modigliani, dedica apposta sul ritratto della modella Lunia Czechowska.

Nel maggio del 1919 Modigliani fece ritorno a Parigi dove, assieme a Jeanne Hébuterne e alla loro figlia, affittò un appartamento in rue de la Grande Chaumière. Mentre vivevano lì sia Jeanne che Modigliani dipinsero ritratti l'uno dell'altra e di tutti e due assieme.
Anche se Modigliani continuò a dipingere in quel periodo il suo stile di vita era giunto a richiedere il conto.
Artista bohémien, Modigliani non disdegnò certo il bere e l'uso di altre sostanze nocive, andando così a compromettere la sua instabile salute fisica già minata dalla tubercolosi, che infatti lo portò alla morte all'età di soli 35 anni, proprio all'apice del suo successo.



La morte

"Un bel dopopranzo nel principio di autunno (1919) sedevo con mia moglie alla terrazza della Closerie des Lilas quando al largo di quel carrefour, e diretto verso il boulevard Montparnasse, vedemmo passare Modigliani. Lo chiamai e venne subito da noi, ma non volle sedersi perché aveva un appuntamento lì vicino. Ci scambiammo le ultime notizie personali e io mi rallegrai molto con lui dell'aria di prosperità e di salute che aveva. Era vestito di un completo di velluto grigio chiaro a righe, quasi nuovo; aveva un bellissimo foulard al collo, e si era fatto rimettere due denti incisivi che gli mancavano. «Si vede che sei sposato» gli dissi «e che Noix de coco non ti lascia andare trasandato: sei contento?»; «Je suis très heureux [sono molto contento]» mi disse serio serio «e anche gli affari vanno». Ci stringemmo la mano, partì. Fu l'ultimo nostro incontro" - Gino Severini, "Vita di un pittore".

Una mattina di gennaio del 1920 l'inquilino del piano sottostante trovò Modigliani delirante nel letto, attorniato da numerose scatolette di sardine aperte e bottiglie vuote, mentre si aggrappava a Jeanne, che era quasi al nono mese della seconda gravidanza. Venne convocato un medico, ma c'era ormai poco da fare, poiché Modigliani era in preda a una meningite tubercolare.
Ricoverato all'Hôpital de la Charité, in preda al delirio e circondato dagli amici più stretti e dalla straziata Jeanne, Modì spirò all'alba del 24 gennaio 1920. Al funerale di Modigliani parteciparono tutti i membri delle comunità artistiche di Montmartre e Montparnasse.


André Salmon, amico di Modigliani comunicò la notizia della morte ad André Warnod tramite una lettera:
"Mio caro Warnod,
voglia annunciare la morte del nostro povero amico, il pittore Amedeo Modigliani di cui conosce l'opera. È morto ieri all'ospedale Charité, a trentacinque anni, gli faremo dei bellissimi funerali. Ci si riunirà questo martedì, 27 gennaio, alle 14,30 al Charité. Inumazione al Père-Lachaise. Era fratello di Modigliani, il deputato socialista italiano. Grazie e mi stia bene" - André Salmon.

Jeanne Hébuterne, che era stata portata nella casa dei suoi genitori ed era incinta del secondo figlio, all'indomani della morte di Amedeo si gettò da una finestra al quinto piano. Modigliani venne sepolto nel cimitero di Père-Lachaise nel primo pomeriggio del 26 gennaio.
Jeanne Hébuterne fu tumulata il giorno dopo al cimitero parigino di Bagneux, vicino a Parigi, e solo nel 1930 la sua amareggiata famiglia (che l'aveva fatta seppellire furtivamente per evitare ulteriori "scandali") concesse che le sue spoglie venissero messe a riposare accanto a quelle di Modigliani.


Su Le Figaro André Warnod scrisse: «Furono magnifiche esequie, a cui presenziarono Montparnasse e Montmartre: pittori, scultori, poeti e modelli. Il loro straordinario corteo scortava il carro funebre coperto di fiori. Al suo passaggio, a tutti gli incroci, gli agenti della polizia si mettevano sull'attenti e facevano il saluto militare. Modigliani salutato proprio da coloro che l'avevano tanto spesso ingiuriato! Che rivincita!».

Mentre Lunia Czechowska, una polacca con la quale Modigliani aveva avuto un rapporto in passato, scrisse di lui: «Il pomeriggio andai a trovare un'amica svedese che sapeva dell'amicizia che mi legava a Modigliani e fu lei a informarmi della sua morte. I miei amici non mi avevano avvertita immediatamente e non avevano più avuto il coraggio di farlo dopo. Così venni a sapere che Jeanne era stata così sgomentata dalla morte di Modigliani, che si era gettata dal quinto piano. Né sua figlia, né il piccolo che aspettava avevano potuto darle la forza di vivere. L'ultima dimora di Modigliani fu assicurata da Kisling, amico leale e fedele; Jeanne Léger fece di tutto perché Jeanne Hébuterne riposasse accanto a colui che amava».


Fu Moïse Kisling, il quale aveva organizzato una colletta tra amici, artisti e modelle, a saldare la fattura di 1.340 franchi per le "esequie e trasporti funebri".

La figlia di soli venti mesi, Jeanne Modigliani, venne affidata alla nonna paterna Eugènie Garsin, che continuava a vivere a Livorno.

Nel gennaio del 2011 su L'Osservatore Romano, in un articolo di Sandro Barbagallo, è emersa la vera storia del figlio illegittimo del pittore, avuto dalla relazione con Simone Thiroux: nato nel 1917 e morto nel 2004, si chiamava Gerald Thiroux Villette, divenne sacerdote e per tutta la vita guidò la parrocchia di Milly-la-Forêt (Île-de-France).

La fortuna postuma

La concezione della sua pittura basata sul disegno lineare, la purezza arcaica della sua scultura e la vita romantica e tribolata dalla miseria e dai malanni fanno di Modigliani una personalità eccezionale nel quadro dell'arte moderna, isolata dalle correnti del gusto contemporaneo (cubismo, futurismo, dadaismo e surrealismo) pur lavorando nel loro stesso periodo.


Oggi, Modigliani è universalmente considerato come uno dei più grandi artisti del XX secolo e le sue opere sono esposte nei più importanti musei del mondo.

Le sue sculture raramente cambiano di mano, e i pochi dipinti che vengono venduti dai proprietari possono raggiungere anche più di quindici milioni di euro.
Il 14 giugno del 2010 viene venduta all'asta a Parigi da Christie's una delle sue sculture, Tête de Caryatide, per la cifra record di 43,18 milioni di euro, mentre per quanto riguarda le tele il suo record personale è stato battuto il 2 novembre 2010 a New York da Sotheby's con il nudo La Belle Romaine per la cifra record di 68,96 milioni di dollari (compresi diritti d'asta).
Una "testa" del grande autore livornese è stata venduta all'asta il 4 novembre 2014 presso Sotheby's a New York per la cifra record di 70,725 milioni di dollari.
Il 9 novembre 2015, Nudo sdraiato è stato battuto all'asta da Christie's a New York e dopo nove minuti e mezzo di gara a colpi di rilanci milionari è stato acquistato per 170,405 milioni di dollari. | Fonte: © Wikipedia