Andrea Mantegna (1431-1506)


Andrea Mantegna (c. 1431 - September 13, 1506) was an Italian painter⏩, a student of Roman archeology, and son-in-law of Jacopo Bellini. Like other artists of the time, Mantegna experimented with perspective, e.g. by lowering the horizon in order to create a sense of greater monumentality.
His flinty, metallic landscapes and somewhat stony figures give evidence of a fundamentally sculptural approach to painting. He also led a workshop that was the leading producer of prints in Venice before 1500.




Giorgio Vasari eulogizes Mantegna, although pointing out his litigious character. He had been fond of his fellow-pupils at Padua: and for two of them, Dario da Trevigi and Marco Zoppo, he retained a steady friendship.
Mantegna became very expensive in his habits, fell at times into difficulties, and had to urge his valid claims upon the marquis' attention.
In solid antique taste, Mantegna distanced all contemporary competition. Though substantially related to the 15th century, the influence of Mantegna on the style and tendency of his age was very marked over Italian art generally. Giovanni Bellini, in his earlier works, obviously followed the lead of his brother-in-law Andrea.





Albrecht Dürer was influenced by his style during his two trips in Italy.
Leonardo da Vinci took from Mantegna the use of decorations with festoons and fruit.
Mantegna's main legacy in considered the introduction of spatial illusionism, both in frescoes and in sacra conversazione paintings: his tradition of ceiling decoration was followed for almost three centuries.
Starting from the faint cupola of the Camera degli Sposi, Correggio brought on his master and collaborator's research in perspective constructions, producing eventually a masterwork like the dome of Cathedral of Parma. | © Wikipedia
























































































































Andrea Mantegna (Isola di Carturo, 1431 - Mantova, 13 settembre 1506) è stato un pittore ed incisore Italiano.
Si formò nella bottega padovana dello Squarcione, dove maturò il gusto per la citazione archeologica; venne a contatto con le novità dei toscani di passaggio in città quali Filippo Lippi, Paolo Uccello, Andrea del Castagno e, soprattutto, Donatello, dai quali imparò una precisa applicazione della prospettiva. Mantegna si distinse infatti per la perfetta impaginazione spaziale, il gusto per il disegno nettamente delineato e per la forma monumentale delle figure.
Il contatto con le opere di Piero della Francesca, avvenuto a Ferrara, marcò ancora di più i suoi risultati sullo studio prospettico tanto da raggiungere livelli "illusionistici", che saranno tipici di tutta la pittura nord-italiana.
Sempre a Ferrara, poté conoscere il patetismo delle opere di Rogier van der Weyden rintracciabile nella sua pittura devozionale; attraverso la conoscenza delle opere di Giovanni Bellini, di cui sposò la sorella Nicolosia, le forme dei suoi personaggi si addolcirono, senza perdere monumentalità, e vennero inserite in scenografie più ariose.
Costante in tutta la sua produzione fu il dialogo con la statuaria, sia coeva sia classica. Mantegna fu il primo grande "classicista" della pittura. La sua arte può essere definita un rilevante esempio di classicismo archeologico.





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