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Elio Ferrara, 1945

Elio Ferrara nasce a Napoli e frequenta l'Accademia di Belle Arti per poi lavorare come scenografo al teatro San Carlo ed al teatro San Ferdinando con Eduardo De Filippo, in seguito collabora con la RAI ed altre emittenti televisive.
La sua produzione pittorica è conosciuta al livello mondiale, egli ha un buon mercato in America, Germania, Francia, Brasile; inoltre è presente in molte collezioni pubbliche e private, ambasciate, pinacoteche, in collezioni di famosi artisti, politici e noti professionisti.
L'artista ha importanti predecessori nella sua parentela, come il poeta dell’800 Alberto Ferrara, autore di canzoni napoletane immortali, l'attore Franco Sportelli, Giuseppina Goglia sorella della mamma paterna e nipote di Filippo Palizzi.
La Goglia fu raffinata pittrice, direttrice del museo di Cerreto Sannita, insegnate di corte di Maria Josè Del Belgio, ancora oggi è apprezzata e presente in importanti vendite all'asta e vari musei nel mondo.



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Giovanni Battista Crema | Divisionist painter

Italian painter Giovanni Battista Crema (1883–1964) was born in Ferrara on April 13th. Son of a lawyer, Carlo Crema, and Maria Cottica, already as a child he showed an out of the ordinary ability in drawing, so much so as to convince his parents to introduce him to the rudiments of painting with Angelo Longanesi Cattani, appreciated portraitist of the local high society, before entering academic studies.
A cultured, curious and enthusiastic man and artist, he enters the world of contemporary art at a very young age, even if the advance of the avant-gardes, to which he looks with skepticism, convinces him to isolate himself more and more and to undertake a completely solitary search.
After completing his training in Naples, with Domenico Morelli and Bologna, with Domenico Ferri, Giovanni Battista Crema arrived in Rome in 1903.
And it is in the Eternal City that, attending Giacomo Balla, he is seduced by the novelties of Divisionism, to which he will remain faithful in the decades to follow.



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Alda Merini | Canto le Donne

Io canto le donne prevaricate dai bruti
la loro sana bellezza, la loro "non follia"
il canto di Giulia io canto riversa su un letto
la cantilena dei salmi, delle anime "mangiate"
il canto di Giulia aperto portava anime pesanti
la folgore di un codice umano disapprovato da Dio.

Lo Chan Peng, 1983


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Alda Merini | Non si ama con il cuore, ma con l’anima..

Non si ama con il cuore,
si ama con l’anima che si impregna di storia;
non si ama se non si soffre
e non si ama se non si ha paura di perdere.

Ma quando ami vivi,
forse male, forse bene,
ma vivi.



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Oreste Albertini | Divisionist painter

Oreste Albertini (1887-1953) was an Italian painter.
He first attended the Scuola Civica Pavese at Pavia, but at the age of 13 became an apprentice to the fresco artist Cesare Maroni.
Together they frescoed the church of Besano in Varese.
In 1910, he enrolled in night classes at the school of decoration at the Umanitaria of Milan and the Brera Academy, paying for his courses by decorative painting and working as a machinist at factories. In 1923, he exhibited at the Brera.



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Gabriele D'Annunzio | Ho desiderio di te stasera..

Ho un desiderio desolato di te stasera.
Ahimè stasera e sempre.
Ma stasera il desiderio è di qualità nuova.
È come un tremito infinitamente lungo e tenue.

Sono come un mare in cui tremino tutte le gocciole,
tremano tutte le ali dell’anima,
tremano tutte le fibre dei nervi,
tremano tutti i fiori della primavera

Giovanni Boldini | La lettera mattutina


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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XX

Lo guardò con una specie di paura. No. Marcello non è un tipo da fare paura nemmeno a lui Antonio, cinquantenne. Arrivò con uno scooter, era vestito con discreto cattivo gusto, una cravatta variegata gialla e verde, un abito a righe. Ma la faccia? L'importante era la faccia. La faccia corrispondeva alle descrizioni della Laide. Era un giovane piuttosto alto, più alto di Antonio, leggermente curvo tuttavia. Ma la faccia? La faccia era l'importante
La faccia corrispondeva, corrispondeva fino in fondo. Brutto? Non brutto. Peggio. Inespressivo, privo di vita, ottuso. Non brutto però.
Gli occhi, soprattutto gli occhi. Senza guizzo, senza scintilla, senza neppure intenzioni o sottintesi. Bonario, vagamente goffo. Sì, corrispondeva perfettamente. Le presentazioni. L'imbarazzo fu minimo.

Dino Buzzati


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Johann Wolfgang Goethe racconta Tiziano

Johann Wolfgang Goethe (Scrittore, poeta e drammaturgo Tedesco, 1749-1832) fece due viaggi in Italia tra il 1786-1788.
Mai la visita di un turista colto fu tanto determinante nella creazione di un’immagine dell’Italia, soprattutto da quando egli raccolse i suoi ricordi nel famosissimo "Italienische Reise", o "Viaggio in Italia" (1813-1817).

A Roma, di fronte alla grande pala della Madonna col Bambino e Santi, 1533-1535 scriveva:

"Più incantato ancora rimasi di fronte ad un quadro di Tiziano.
Esso supera in splendore quanti ne ho finora veduti. Se ciò dipenda dalla mia più affinata sensibilità, o se davvero esso sia il più bello, non saprei dire di certo".

Tiziano Vecellio | Pala della Madonna col Bambino e Santi, (1533-1535) | Chiesa di S. Niccolò della Lattuga in Campo dei Frari al Lido di Venezia