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Henri Matisse (1869-1954)

Henri Émile Benoît Matisse è uno dei più noti artisti del ventesimo secolo, conosciuto principalmente per essere l'esponente di maggior spicco della corrente artistica dei Fauves.
La sua prima esposizione avvenne nel 1904, senza grande successo.
Nel 1905 si trasferì nel sud della Francia, per lavorare con André Derain 1880-1954, esperienza durante la quale si accentuò la sua tendenza ad enfatizzare fortemente il colore.
I dipinti di questo periodo sono caratterizzati da forme appiattite e linee controllate, con l'espressione che domina sui dettagli.



La maggior parte delle sue opere più celebri vennero dipinte tra il 1906-1917, quando era parte attiva del grande insieme di artisti che lavoravano a Montparnasse; sebbene egli non vi entrasse appieno, con le sue sembianze conservatrici e i suoi costumi borghesi restrittivi.

Matisse ebbe un lungo rapporto col collezionista d'arte russo Sergei Shchukin.
Proprio per Shchukin realizzò La danza, uno dei suoi capolavori.























Matisse usava partire dalla raffigurazione della realtà, trasformandola poi in forme semplificate ed appiattite attraverso l'accostamento di colori primari e secondari puri, accesi, luminosi, privi ormai di riferimento alla descrizione naturale.
La sua attività pittorica si svolse per decenni, nel suo quieto ambiente familiare, lontano dai clamori della vita mondana.
Svolse la sua ricerca portando il suo stile a un affinamento progressivo che toccò le soglie dell'astrattismo, al quale si avvicinò soprattutto con la tecnica del collage su carta, con figure semplificate, dalle campiture omogenee, che producevano effetti dinamici e un vivace contrasto con lo sfondo.


La sua serie di Nudi Blu rappresenta il principale esempio della tecnica denominata "dipingere con le forbici"; erano composizioni figurative a collage, ad uno o più colori, per i quali usava cartoncini leggeri, sia per lo sfondo sia per il disegno.
Tracciava prima a matita l'intero disegno sul foglio e poi preparava le figure colorate da incollare.
Semplificava le figure e le riavvicinava lasciando piccoli margini bianchi.


La luce del Sud gli aveva insegnato ad apprezzare la forza del colore e a usarla in funzione espressiva.
I gialli venivano accostati al violetto, il rosso al verde, il blu all'arancione; la ricerca di Matisse riguardava l'accostamento tra i colori, il loro accordo o contrasto, non il colore in sé.
Il colore era distribuito con veemenza sulla tela e con un'immediatezza tale da non coprirla totalmente.


Ai colori primari accostava i colori complementari con l'evidente intento di rafforzarne il contrasto timbrico.
Ne risultava un insieme molto vivace con un evidente gusto per la decoratività.
La forte valenza decorativa era accentuata dalla semplificazione delle forme e dalla bidimensionalità.
Dopo un viaggio in Algeria nel 1906 Matisse trascorre due lunghi soggiorni in Marocco nel 1912 e 1913; l'interesse per l'arte islamica, con il suo rifiuto per la figurazione e le sue superfici ritmiche e ripetitive, contribuiva ad allontanarlo dalla tradizione occidentale, a cui solo lo legava certa estrema sintesi dei "primitivi" italiani.