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Francisco De Zurbarán (1598-1664) | Life and paintings



Francisco Zurbarán, fu l'artista barocco che meglio seppe rappresentare la religiosità controriformista della Chiesa spagnola del 17° secolo.
Profondamente religioso, Zurbarán rimase personalità singolare ed appartata. Nella sua vasta produzione di soggetti sacri, le figure assurgono a simboli di intensa spiritualità (dipinti per il convento di S. Pablo el Real di Siviglia, commissionatigli nel 1626, ora sparsi in chiese e musei della città; serie delle sante, 1639-45, in vari musei europei). Nella fase finale della sua attività si dedicò alla natura morta, che rese in modi estremamente moderni.


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David Vinckboons (1576-1632) | Pittore del Secolo d'oro Olandese



David Vinckboons o Vingboons o Vinckeboons o Vingbooms è stato un pittore, incisore e disegnatore Olandese del Secolo d'oro.
Appartenne ad una famiglia di artisti di origine fiamminga. Il padre Philip Vinckeboons (m.1601) era un pittore di acquerelli su tela, arte praticata principalmente nella zona di Mechelen, e fu l'unico insegnante di David.
La famiglia si trasferì ad Anversa intorno al 1585. Probabilmente a causa delle guerre di religione nei Paesi Bassi meridionali, si spostò a Middelburg nel 1586 circa, e infine ad Amsterdam dove il padre Philip divenne un cittadino nel 1591.
Il 2 ottobre 1602 David sposò a Leeuwarden Agnieta van Loon, la figlia di un notaio, da cui ebbe dieci figli: sei maschi e quattro femmine. In seguito acquistò una casa ad Amsterdam in Sint-Antoniesbreestraat, come molti altri artisti e pittori.


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Abraham Brueghel (1631-1690)


Abraham Brueghel è stato un pittore Fiammingo.
Appartenente alla celebre dinastia dei Brueghel - era figlio di Jan il Giovane e nipote di Jan Brueghel dei Velluti; il suo bisnonno era il celebre Pieter Bruegel il Vecchio, Abraham Brueghel trascorse, al contrario dei suoi famigliari, quasi tutta la vita in Italia, dove giunse nel 1649.
Abraham dipinse quasi solo composizioni di fiori; la sua prima commissione importante fu quella per il nobile messinese Antonio Ruffo, un raffinatissimo collezionista che fu il primo italiano a richiedere un'opera di Rembrandt.



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Gian Lorenzo Bernini (1598-1680)


Architetto, scultore e pittore, Bernini è il massimo protagonista della cultura figurativa barocca. Esordì giovanissimo, attirando su di sé l'attenzione del card. Scipione Borghese, che gli commise quattro gruppi statuari - ora tutti conservati nella Galleria Borghese, Roma, eseguiti fra il 1616-1624.
Il primo, Enea e Anchise, rivela ancora l'influenza del padre, mentre nel David, nel Ratto di Proserpina e specialmente nell'Apollo e Dafne, capolavoro del suo periodo giovanile, si dimostra artista compiuto, nel movimento della composizione e nel modellato pieno di sfumature pittoriche.
Nel baldacchino di S. Pietro (1624-33), opera insieme di architetto e scultore, e poi nella fontana del Tritone, si precisa la ricerca berniniana di forme mosse, impostate su ritmi di linee curve; il S. Longino in S. Pietro è già una piena espressione dell'ideale barocco di una forma liberamente espansa nello spazio. Il monumento sepolcrale di Urbano VIII in S. Pietro fissa il modello del sepolcro barocco, solenne e fastoso ma intensamente pittorico nel movimento delle masse plastiche.



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Guido Reni 1575-1642 | Italian Baroque style


 Nella pittura di Guido Reni, ci sono stili e sfumature diverse, non solo in relazione ai vari periodi esecutivi, ma certe volte anche nello San Matteo e l'angelostesso dipinto! Il suo modo di interpretare il naturalismo del Garavaggio o lo stile monumentale di Annibale Carracci è stato tale, che il senso elementare o quello rivoluzionario dell'uno o dell'altro sembrano quasi paralizzarsi. L'irresistibile incanto della pittura di Guido Reni è riposto nel sensuale fascino di una dolcezza musicale, soltanto a lui propria e perciò inimitabile, della quale sono impregnate le sue creazioni. Rarissimamente si trovano nei suoi quadri grandi pensieri e nuove e inaspettate soluzioni lungimirante, ma soltanto un quotidiano rapporto con la tradizione. Solo che non sta nella novità la vera e propria creazione artistica del Reni, ma in quell'alto senso della bellezza e in quella musicalità del sentire che nobilitano ogni linea e ogni movenza.
Nasce a Bologna, nell'attuale Palazzo Ariosti di via San Felice 3, da Daniele, musicista e maestro della Cappella di San Petronio, e da Ginevra Pozzi; è battezzato il 7 novembre nella chiesa di San Pietro. Un'erronea tradizione che risale alla fine del Settecento lo fa nascere a Calvenzano (Vergato), nell'Appennino bolognese. Nel 1584, a dire dello storico Carlo Cesare Malvasia, che conobbe in vita il pittore, abbandona gli studi di musica, a cui era stato avviato dal padre, per entrare nell'avviata bottega bolognese del pittore fiammingo Denijs Calvaert, amico del padre, che lo impegna a tenerlo con sé per dieci anni. Ha per compagni di apprendistato pittori destinati a grande successo come Francesco Albani e il Domenichino; studia Raffaello, del quale copia più volte l'Estasi di Santa Cecilia, e le incisioni del Dürer. Morto il padre il 7 gennaio 1594, Guido lascia la bottega del Calvaert per aderire all'Accademia del Naturale, scuola di pittura fondata dai Carracci nel 1582, che si trasformerà nel 1599 nell'Accademia degli Incamminati. Qui mostra il suo talento tanto che il Malvasia riferisce l'improbabile aneddoto del suggerimento dato da Annibale a Ludovico Carracci, di non gl'insegnar tanto a costui, che un giorno ne saprà più di tutti noi. Non vedi tu come non mai contento, egli cerca cose nuove? Raccordati, Lodovico, che costui un giorno ti vuol far sospirare.