Textual description of firstImageUrl

René Magritte | Stile e tecnica

Lo stile del pittore René Magritte viene definito Illusionismo onirico. Egli illustra, ad esempio, oggetti e brani di realtà assurdi: un paio di scarpe che si tramutano nelle dita di un piede o un paesaggio simultaneamente notturno nella parte inferiore e diurno in quella superiore, ricorrendo a tonalità fredde, ambigue, antisentimentali quali quelle del sogno. Scopo dei suoi enigmatici quadri è di creare nell'osservatore un "cortocircuito" visivo.
Magritte è l'artista surrealista che gioca con spostamenti del senso utilizzando sia accostamenti inconsueti sia deformazioni irreali. Del tutto estraneo al suo metodo è l'automatismo psichico: la sua pittura non vuole far emergere l'inconscio dell'uomo, bensì valorizzare oggetti usuali i quali decontestualizzati (ovvero sottratti al loro contesto naturale) appaiono inusuali, estranei all'esperienza.
Questo il tema attraverso il quale lo stile svela tratti affini alla Metafisica (intesa come movimento artistico e non in campo filosofico): il suo periodo surrealista ha inizio con la scoperta delle opere di Giorgio de Chirico. Da qui il bisogno di creare universi fantastici e misteriosi e pitture sulla natura basate su contenuti apparentemente indecifrabili ed enigmatici.



I suoi quadri suggeriscono uno stile da illustratore, (da giovane lavorò come disegnatore di carta da parati, esperienza che gli servì probabilmente a maturare un tratto freddo e impersonale) di connotazione quasi infantile.
Essi conservano volutamente un aspetto pittorico, senza alcuna ricerca di illusionismo fotografico. In questo si ravvisa una delle costanti poetiche di Magritte: tradurre in immagine l'insanabile distanza che separa la realtà dalla rappresentazione.
Il surrealismo scaturisce a volte esattamente dal cortocircuito che egli opera tra i due termini.
In altri quadri invece il rapporto tra immagine naturalistica e realtà si svolge in soluzioni pittoriche dove il quadro nel quadro ha identico aspetto della realtà che rappresenta, al punto da confondersi in essa.
Nel 1928 dipinge La Trahison des images (Ceci n'est pas une pipe), simbolo dell'enigmatico modo di intendere l'arte, due dipinti di pipe di diverse dimensioni unite in una traccia di insieme misteriosa.


Di notevole suggestione poetica i suoi "accostamenti" o le sue "metamorfosi" in cui combina, nel medesimo quadro, cieli diurni e paesaggi notturni; accosta, sospesi nel cielo, una nuvola e un enorme masso di pietra; trasforma gli animali in foglie o in pietra.
Uno dei suoi quadri icona è il grande occhio spalancato nel cielo, o al contrario il cielo che si specchia nell'occhio, intitolato Il falso specchio, piaciuto talmente tanto a Luis Buñuel da riprenderlo come scena madre nel suo film Un chien andalou.
Il suo surrealismo è dunque uno sguardo molto lucido e sveglio sulla realtà che lo circonda, dove non trovano spazio né il sogno né le pulsioni inconsce.
Unico desiderio quello di "sentire il silenzio del mondo", come egli stesso scrisse. Il surrealismo di Magritte si colloca agli antipodi di quello di Dalí mancandovi qualsiasi esasperazione onirica od egocentrica. | Fonte: © Wikipedia