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Tamara de Lempicka (1898-1980) | The Baroness with a Brush



Born Maria Gorska in 1898 in Warsaw, Poland (then a sovereign state of Russia), Tamara de Łempicka🎨 has come to be recognized both by her epithet, "Baroness with a Brush", and as icon of the Roaring Twenties.
As the daughter of wealthy parents, she was sent to Lausanne, Switzerland, to attend boarding school as a child - an experience she despised.


During the summer of one of her final years in Lausanne, however, her grandmother took her on a tour of Italy, where she first witnessed the work of Old Masters, an encounter that would ultimately inspire her life-long passion for art.
After the divorce of her parents, she was sent to live with an aunt in St. Petersburg; her aunt was considerably wealthy, and it was here that de Lempicka developed her taste for luxury living.
At 18 she was wed to Tadeusz Łempicki, but within a year of their marriage the Russian Revolution forced the newlyweds to relocate to Paris - in a bid to reinvent herself in the new city, she assumed the name Tamara de Lempicka (a name she felt had an aristocratic air).


Life as foreign refugees meant the couple was short on cash, and, missing the luxuries of her former life, de Łempicka became determined to earn money from her art.
She approached this goal pragmatically, undertaking formal training at the Académie de la Grande Chaumière and studying under André Lhote🎨.
Lhote was closely associated with the Cubists, but described his own style as "soft cubism", which did not adhere as strictly to angular flatness.
His artistic instruction and encouragement of de Łempicka is arguably one of the single greatest influences on her later iconic visual techniques.
De Lempicka painted all manner of subjects, and her unique style, highly stylized with strong influences of both cubism and neoclassicism, immediately garnered her the attention of the social elite of Paris.


She was soon showing internationally, and obtaining commissions for portraits from the rich and famous of Paris’ post-war golden age. Within this time, she and Lempicki divorced, and she was soon after commissioned by Baron Raoul Kuffner to paint a portrait of his mistress.
During the portraits production, de Łempicka fell in love with the Baron, and, as a result of spite and jealousy, the portrait she created of the Barons lover was more than a little unflattering.
The Baron and de Lempicka grew close, and were wed in 1934.
The outbreak of World War II saw the Baron and de Łempicka relocate to Hollywood, California. Initially, she was the toast of Tinseltown, and continued to undertake prestigious portrait commissions of the rich and famous; however, coinciding with the rise of Abstract Expressionism, her work began to fall out of favor.


After the sudden death of the Baron on an ocean liner in 1961, she was married a third time, this time to a geologist.
She moved yet again, this time to Texas, before finally settling in Cuernavaca, Mexico, where she resided until her death in 1980. | © Sotheby's
















Tamara Łempicka🎨 -nata Tamara Rozalia Gurwik-Górska - (16 maggio 1898-18 marzo 1980) era una pittrice Polacca🎨 che trascorse la sua vita lavorativa in Francia e negli Stati Uniti.
È conosciuta soprattutto per i suoi raffinati ritratti in stile Art Deco🎨 di aristocratici e ricchi, e per i suoi dipinti altamente stilizzati di figure.
Lempicka combinò il morbido cubismo con uno stile neoclassico, ispirato in gran parte ad Ingres🎨.


Figlia di Malvina Decler, una polacca e di Boris Gurwik-Górski, agiato ebreo russo.
A seguito della prematura scomparsa del padre, Tamara visse con la madre e i suoi due fratelli (Stanisław ed Adrienne) e la nonna Clementine.
Nel 1907 compie il suo primo viaggio in Italia per accompagnare la nonna e ha l'occasione di visitare le città d'arte italiane. Successivamente, dopo essersi spostata in Francia, Tamara impara alcuni rudimenti di pittura da un francese di Mentone.
La sua formazione scolastica, seguita dalla nonna Clementine, va posta tra una scuola di Losanna (Villa Claire) in Svizzera e un prestigioso collegio polacco di Rydzyna. L'anno successivo, alla morte della nonna, si trasferisce a San Pietroburgo in casa della zia Stefa Jansen.
Qualche anno dopo a San Pietroburgo, per conoscere il facoltoso avvocato Tadeusz Łempicki, si presenta ad una sua festa vestita da guardiana delle oche con un paio di oche vive al seguito.


Riesce nel suo intento, facendo colpo sul maturo aristocratico che sposerà nel 1916.
Durante la rivoluzione russa del 1918, suo marito venne arrestato dai bolscevichi, ma venne liberato grazie alle conoscenze della giovane moglie.
Considerata la situazione politica in Russia, i Łempicka decisero di trasferirsi a Parigi, dove nacque la figlia Kizette nel 1920.
Per far fronte alla la vita di stenti da rifugiata, Tamara inizia a lavorare come disegnatrice di cappelli e s'iscrive ai corsi di pittura dell'Académie de la Grande Chaumiere e dell'Académie Ranson con maestri come Maurice Denis e André Lhote.
Qui affinò il suo stile personale, fortemente influenzato delle istanze artistiche dell'Art Déco, ma al contempo assai originale unendo cubismo e neoclassicismo.
Nel 1922 espone al Salon d'Automne, la sua prima mostra in assoluto. In breve tempo divenne famosa come ritrattista col nome di Tamara de Lempicka. Nel 1928 divorziò dal marito.


Fu anche ospite di Gabriele D'Annunzio🎨 al Vittoriale, rifiutando i suoi continui tentativi di seduzione.
Dopo aver viaggiato estesamente per l'Europa, ivi compreso in Italia e in Germania, all'inizio della seconda guerra mondiale si trasferì a Beverly Hills in California con il secondo marito, il barone Raoul Kuffner de Diószegh (1886-1961), che aveva sposato nel 1933.
Nel 1943 si spostarono nuovamente, questa volta a New York, dove la pittrice continuò la sua attività artistica.
Dopo la morte del barone Kuffner nel 1961, Łempicka andò a vivere a Houston in Texas, dove sviluppò una nuova tecnica pittorica consistente nell'utilizzo della spatola al posto del pennello.
Le sue nuove opere, vicine all'arte astratta, vennero accolte freddamente dalla critica, tanto che la pittrice giurò di non esporre più i suoi lavori in pubblico.
Nel 1978 si trasferì a Cuernavaca in Messico.
Morì nel sonno il 18 marzo 1980. Come da sua volontà, il suo corpo venne cremato, e le ceneri vennero sparse sul vulcano Popocatépetl. | © Wikipedia












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