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Francesco Gioli (1846-1922) Macchiaioli painter



Francesco Gioli was an Italian painter🎨 and member of the Macchiaioli movement.
He was born in San Frediano a Settimo near Pisa.
He studied first in the Academy of Pisa, then in the Accademia di Belle Arti di Firenze, under Antonio Ciseri and Enrico Pollastrini.
His painting of Carlo Emanuele di Savoia dispatches the Spanish Ambassador (1868), first exhibited in Florence, and awarded a prize at an exhibition in Pistoia in 1889, gave him recognition.


His brother Luigi, was also a painter.
In 1888, Francesco was named professor of the Academy of Arts in Bologna and Florence.
Francesco was helped by his fellow painter Giovanni Fattori🎨 and Silvestro Lega🎨.
He died in Florence.
He often painted rural scenes of grape harvesting.

Among his paintings are:

"Goldoni visits Rousseau" (1869); dal Sola alle Renaiole, dalle Macchiaiole di "San Rossore alla Vendemmia allegra"; "l'Autunno", and "la Vendemmia" (1885); "il Tempo di Vendemmia" (1886); il "Ritornando dalla vendemmia" (1889); nel "Vendemmia allegra" (1908).
In 1872 he painted "l'Acqua"; a year later he painted "La Portatrice d'acqua", depicting a young female water porter in the countryside.
He also painted "la Gioventù" (1891), in "Tuscan Peasant" (1892), "Tramonto a Castiglioncello"; "Sera di luna", "Pesca a sciabica", "Venditrice di arselle" and "Renaioli".
In 1909 he presented at Venice: "Florentine Harmonies", four vedute of Florence. | © Wikipedia




























Francesco Gioli (San Frediano a Settimo, 29 giugno 1846 - Firenze, 4 febbraio 1922) è stato un pittore Italiano🎨 della corrente artistica dei Macchiaioli🎨.
Francesco Gioli fu allievo prima presso l’Accademia di Pisa e poi presso l’Accademia di Firenze.
Fu attratto dai dettami macchiaioli e si distaccò dalla rigidità delle regole accademiche per seguire il movimento, senza però farsi travolgere dagli eccessi.
Cosciente della necessità di rinnovarsi continuamente, senza però mai tradire se stesso, trovò la sua strada nello studio diretto ed appassionato della natura.
Tele ricche di paesaggi, figure marine, ritratti, quadri di genere, trattati tutti con passione e maestria.


Partecipò a diverse esposizioni, a Parigi, Venezia e Milano, Roma.
Francesco Gioli svolse la sua attività all'interno di un’area intrisa di cultura macchiaiola e post-macchiaiola.
Considerato da alcuni l’erede di Giovanni Fattori, iniziò ad esporre nel 1868, ovvero ancora in ambito macchiaiolo, anche se vicino al suo declino.
Continuò però il suo percorso personale, autonomo ed eclettico, in parallelo con le mutazioni del nuovo linguaggio toscano in direzione post-macchiaiola.
Negli anni Novanta, con il diffondersi del Divisionismo🎨 in Europa, Gioli rischiara la tavolozza alla ricerca di una maggiore luminosità, arricchendola di azzurri e rosati, ed adotta nuovi modi stilistici più abbreviati e sommari, di impronta impressionista, ma di più labile tenuta stilistica.


Anche inflessioni simboliste, sia di accezione sociale ("Spaccapietre"), che di venatura idilliaca ("Fiori di campo", "Giovane madre"), affiorano tra i suoi soggetti in un prevalere formale di resa atmosferica e di effetti luministici.
La naturalezza delle sue prime composizioni cede il posto a sentimenti nostalgici venati di sottile intellettualità, in sintonia con la più aggiornata cultura europea anche in affinità con le tematiche delle Secessioni.
Partecipa alle Esposizioni di Monaco nel 1901 e 1913, di Buenos Aires e Bruxelles nel 1910.
A Venezia nel 1909 espone una serie di pastelli di impronta divisionista.
E’ ancora presente in esposizioni a San Francisco ed a Melbourne, nel 1915.
Espone di frequente alle Biennali di Venezia ove, nel 1914 gli viene organizzata una Mostra Individuale comprendente 52 opere che coprono l’arco intero della sua produzione.






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