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Albrecht Altdorfer (1480-1538) | Biografia ed Opere




Albrecht Altdorfer è stato un pittore Tedesco🎨, fondatore della Scuola Danubiana nel sud della Germania, contemporaneo di Albrecht Dürer🎨.
Fu uno dei principali artisti del Rinascimento🎨 tedesco, oltre che pittore anche architetto, incisore, scultore, calcografo e disegnatore per xilografie. Dipinse rappresentazioni religiose e mitologiche, ma furono in particolare i suoi paesaggi a renderlo celebre per la loro bellezza: furono creati dall'artista non per illustrare storie e parabole, ma con il proposito di esaltare il fascino della natura e delle figure umane che si muovono all'interno di essa.


Altdorfer fu il primo a portare il paesaggio come soggetto indipendente in pittura, dopo le prove su disegno e ad acquerello di Leonardo🎨 e Dürer🎨.

Nacque a Ratisbona o ad Altdorf, verso il 1480.
Figlio del miniatore Ulrich Altdorfer, dal padre acquisì un gusto per il dettaglio più minuto. Forse visitò l'Italia del Nord, prima di stabilirsi a Ratisbona nel 1505. In quegli anni il suo stile si andò evolvendo da scene minute e meticolose a un gusto sempre maggiormente monumentale.
Tipica nella sua poetica fu l'attenzione la natura, che si spinse fino alla produzione di paesaggi svincolati da ogni pretesto iconografico, facendone uno dei primi paesaggisti della storia.
Le prime opere sicure, perché firmate, risalgono al 1506, tra cui San Francesco stigmatizzato e San Gerolamo. Si tratta di incisioni su rame e disegni dove, sebbene compaiano motivi della più varia provenienza, si affermava già chiaramente lo stile dell'artista. I modelli principali sono i nielli italiani e le incisioni sul rame della cerchia di Jacopo de Barbari e di Dürer.
Probabilmente fece nel 1511 un viaggio sul Danubio e nel 1535 è documentata la sua attività a Vienna. A quegli anni risale la tavoletta di San Giorgio nella foresta, un piccolo capolavoro, in cui i personaggi si perdono talmente bene col paesaggio, che ad un'occhiata veloce è quasi difficile individuarli.



Nel 1513 venne chiamato dall'imperatore Massimiliano I a Innsbruck, dove ricevette varie committenze dalla corte. Negli anni venti, mentre scoppiava la Riforma, si dedicò soprattutto all'edilizia pubblica, rallentando la produzione pittorica. Le rare opere dell'epoca mostrano un crescente interesse verso il contesto prospettico e architettonico.
Tornato nella sua città, una volta raggiunta l'agiatezza economica e il prestigio sociale, negli anni trenta si impegnò in politica, diventando prima consigliere comunale e poi "mastro costruttore", nonché incaricato di sovrintendere alle fortificazioni di Ratisbona.
Le opere di quegli anni furono la Natività con notevoli giochi di luce, la Famiglia dell'uomo selvatico, dove i toni aspri del Cranach si legano a spunti giorgioneschi, la Crocifissione, uno dei suoi capolavori che presenta figure turbinanti e volti quasi deformati, i Santi Giovanni Battista ed Evangelista nel quale emergono le linee drammatiche del paesaggio e la panoramica dall'alto, peculiare dell'artista, il Riposo dalla fuga in Egitto.


Subì anche l'influenza di Lucas Cranach🎨, che si riflette in uno dei suoi capolavori, Crocifissione del museo di Kassel, e di Michael Pacher, che lo spinse a ricercare ambientazioni architettoniche originali e fantasiose, come nella Natività della Vergine di Monaco.
Proseguì la sua carriera con dipinti come l'"Annunciazione", l'"Ultima Cena" e raggiunge la sua maturità artistica sviluppando l'altare-scrigno dell'abbazia di Sankt Florian a Linz.
Nel 1528 rifiutò la carica di borgomastro poiché impegnato nella realizzazione della Battaglia di Alessandro e Dario a Isso per il duca Guglielmo di Baviera, un originale omaggio alla poesia della natura, un forte senso di partecipazione umana e un geniale raccordo tra il particolare e l'universale.
Negli anni seguenti la sua produzione pittorica si fa ancora più rara e occasionale, per via dell'ostilità verso l'arte sacra dei protestanti. In tali lavori impresse tutti i riflessi della difficile e inquietante scena politico-religiosa tedesca.
Tra le opere tarde, Susanna al bagno caratterizzato da fremiti luminosi e fantasiosi. | © Wikipedia












Albrecht Altdorfer was a German painter🎨, engraver and architect of the Renaissance working in Regensburg, Bavaria. Along with Lucas Cranach the Elder and Wolf Huber he is regarded to be the main representative of the Danube School setting biblical and historical subjects against landscape backgrounds of expressive colours.
He is remarkable as one of the first artists to take an interest in landscape as an independent subject.
As an artist also making small intricate engravings he is seen to belong to the Nuremberg Little Masters.
Altdorfer was the pioneer painter of pure landscape, making them the subject of the painting, as well as compositions dominated by their landscape; these comprise much of his oeuvre. He believed that the human figure should not disrupt nature, but rather participate in it or imitate its natural processes.
Taking and developing the landscape style of Lucas Cranach the Elder🎨, he shows the hilly landscape of the Danube valley with thick forests of drooping and crumbling firs and larches hung with moss, and often dramatic colouring from a rising or setting sun.
He is remarkable as one of the first artists to take an interest in landscape as an independent subject.


His Landscape with Footbridge (National Gallery, London) of 1518–1520 is claimed to be the first pure landscape in oil. In this painting, Altdorfer places a large tree that is cut off by the margins at the center of the landscape, making it the central axis and focus within the piece. Some viewers perceive anthropomorphic stylisation—the tree supposedly exhibiting human qualities such as the drapery of its limbs.
He is remarkable as one of the first artists to take an interest in landscape as an independent subject.
He also made many fine finished drawings, mostly landscapes, in pen and watercolour such as the Landscape with the Woodcutter in 1522.
He is remarkable as one of the first artists to take an interest in landscape as an independent subject.
The drawing opens at ground level on a clearing surrounding an enormous tree that is placed in the center, dominating the picture. Some see the tree pose and gesticulate as if it was human, splaying its branches out in every corner. Halfway up the tree trunk, hangs a gabled shrine. At the time, a shrine like this might shelter an image of the Crucifixion or the Virgin Mary, but since it is turned away from the viewer, we are not sure what it truly is. At the bottom of the tree, a tiny figure of a seated man, crossed legged, holds a knife and axe, declaring his status in society/occupation.
He is remarkable as one of the first artists to take an interest in landscape as an independent subject.
Also, he often painted scenes of historical and biblical subjects, set in atmospheric landscapes. His best religious scenes are intense, with their glistening lights and glowing colours sometimes verging on the expressionistic. They often depict moments of intimacy between Christ and his mother, or various saints.


His sacral masterpiece and one of the most famous religious works of art of the later Middle Ages is "The Legend of St. Sebastian" and "The Passion of Christ" of the so-called Sebastian Altar in St. Florian's Priory (Stift Sankt Florian) near Linz, Upper Austria. When closed the altarpiece displayed the four panels of the legend of St. Sebastian's Martyrdom, while the opened wings displayed the Stations of the Cross.
He is remarkable as one of the first artists to take an interest in landscape as an independent subject.
Today the altarpiece is dismantled and the predellas depicting the two final scenes, Entombment and Resurrection were sold to Kunsthistorisches Museum in Vienna in 1923 and 1930. Both these paintings share a similar formal structure that consists of an open landscape that is seen beyond and through the opening of a dark grotto. The date of completion on the resurrection panel is 1518.
Altdorfer often distorts perspective to subtle effect. His donor figures are often painted completely out of scale with the main scene, as in paintings of the previous centuries. He also painted some portraits; overall his painted oeuvre was not large. In his later works, Altdorfer moved more towards mannerism and began to depict the human form to the conformity of the Italian model, as well as dominate the picture with frank colors.| © Wikipedia