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Jean-François Millet 1814 -1875 | Impressionist painter


Jean-François Millet fu il primo degli otto figli di Jean-Louis Nicolas e di Aimée Henriette Adélaïde Henry, una coppia di piccoli contadini, molto religiosi, di Gruchy, frazione del paesino normanno di Gréville. La povertà della famiglia non gli consentì di ricevere un'istruzione di primo livello, ma sembra che ad essa un suo prozio prete abbia cercato di supplire facendogli leggere, oltre la Bibbia, anche un poco di latino. Avendo dimostrato di essere predisposto al disegno, all'età di diciannove anni cominciò a prendere lezioni di pittura e disegno dal maestro Paul Dumouchel, senza per questo trascurare di aiutare la famiglia nel duro lavoro dei campi; nel 1835 scelse di seguire un altro pittore, Théophile Langlois, che si occupava anche del museo di Cherbourg, dove Millet entrò in contatto con l'arte del passato. Suo padre morì nel 1837, lo stesso anno in cui ricevette una borsa di studio dal Municipio di Cherbourg, che gli consentì di recarsi a Parigi per frequentare l'École des Beaux-Arts sotto la direzione del pittore Paul Delaroche.


Nel novembre 1841 sposò Pauline-Virginie Ono, che morì di tubercolosi tre anni dopo ad appena ventitré anni. Superato il lutto, Millet si risposò nel 1853 con Catherine Lemaire dalla quale ebbe nove figli. Inizialmente indirizzato al ritratto, si dedicò progressivamente a temi di vita contadina: nel 1847 espose al Salon di Parigi, l'importante mostra annuale che consacrava i migliori artisti dell'epoca. Grazie a questa esperienza entrò in contatto con importanti personalità del mondo dell'arte, come, ad esempio, il mercante Paul Durand-Ruel. L'anno successivo ottenne un successo ancora maggiore al Salon, con il dipinto Il vagliatore, giudicato positivamente dalla critica. Nel 1849 decise di trasferirsi con l'amico Charles Jacques a Barbizon, nei pressi della foresta di Fontainebleau, dove, tra gli altri artisti presenti, conobbe Théodore Rousseau. Nonostante i discreti successi ottenuti, Millet dovette aspettare ancora dieci anni per poter trovare una certa stabilità economica dovuta alla vendita delle sue opere. Collaborò, dal 1860, con dei collezionisti belgi: le mostre cui partecipò contribuirono ad accrescerne la stima, tanto che nel 1868 venne nominato cavaliere della Legion d'onore. Dai primi anni settanta, il lavoro dell'artista risentì dei problemi di salute: Millet morì pochi anni dopo, a Barbizon, sessantenne.

































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