23/01/19

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Felice Casorati | Ritratto di Hena Rigotti, 1924



L'assorta figura di Hena Rigotti appare studiatamente decentrata sul lato destro della tavola.
Le fanno da contrappunto i frutti perfetti del piatto posato sulla tovaglia singolarmente "stropicciata".
L'opera rappresenta uno dei culmini della ritrattistica di Casorati per la prima metà degli anni Venti, nel suo concentrato rigore compositivo, nella sua nettezza di segno e di superfici: accanto ai ritratti di Riccardo Gualino, di Alfredo Casella (entrambi a Firenze, coll. privata), dai richiami scelti alla ritrattistica fiamminga ed italiana, ecc.
Il dipinto appare nella sala personale dedicata all'artista alla XIV Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, nel 1924; a presentare è Lionello Venturi. | Riccardo Passoni, GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino

"Vorrei saper proclamare la dolcezza di fissare sulla tela le anime estatiche e ferme, le cose mute e immobili, gli sguardi lunghi, i pensieri profondi e limpidi... la vita di gioia e non di vertigine, la vita di dolore e non di affanno.
No, perché fuggire veloci in automobile, perché imitare il fulmine, la saetta, il lampo? Io vorrei invece adagiarmi nel più morbido letto e avere intorno a me, così a portata di mano, le cose più care, sempre, eternamente...
Quale sincerità si cerca nell'arte?
La sincerità esterna o la sincerità intima, interiore?" - Felice Casorati (Novara, 4 dicembre 1883 – Torino, 1º marzo 1963) Pittore, incisore, designer, scenografo e docente italiano.


Tutto il pensiero di Casorati si riveste di intimità religiosa.

In occasione della I Quadriennale di Roma del 1931 Casorati pubblica "I Quadriennale d'arte nazionale", un testo nel quale spiega il suo linguaggio artistico.
Le sue opere danno spesso l’impressione di essere pietrificate come sculture e questo perché, invece di ricercare l'espressione attraverso il colore e il segno, vuole piuttosto rendere "il valore della forma, dei piani, dei volumi, ottenuto per mezzo di un colore tonale non realistico".
Le luci e le ombre diventano quindi dei mezzi importanti per sottolineare la plasticità, anche se non è mai chiaro il punto da dove provengono, dandoci l'impressione di un mondo sospeso, senza tempo e quasi fantastico.
La sua pittura, che prende spunto dal sogno e dalla tradizione figurativa della classicità rinascimentale italiana del Trecento e del Quattrocento, è stata avvicinata dai critici alla corrente artistica del cosiddetto realismo magico.
L'artista identifica il quadro Lo studio del 1923 come quello che meglio esprime il suo “schema mentale” e la sua “visione spirituale”. L'opera è andata distrutta nell'incendio del Glaspalast di Monaco del 1931.

Felice Casorati riceve una grande quantità di riconoscimenti durante tutta la sua carriera: nominato Cavaliere della Legion D'honneur, medaglia d'oro per meriti culturali da parte del Ministero della pubblica istruzione, membro di merito effettivo dell'Accademia di San Luca, Grand'Ufficiale della Repubblica italiana, inoltre riceve la medaglia d'oro al merito professionale in Campidoglio. | © Wikipedia