Guido Reni | Portrait of Beatrice Cenci, 1599

Author: Guido Reni🎨 (Italian Baroque painter, 1575-1642)
Medium: Oil canvas
Dimensions: 64,5 x 49 cm
Current location: Palazzo Barberini, Rome

A long historical tradition has identified Beatrice Cenci in this portrait.
The young parricide, who was processed and beheaded in Rome in 1599, is immortalized in prison by Guido Reni a few instants before being killed.
The girl turns to us with an appealing and innocent gaze that reminds us of her tragic fate. After years of oppression and abduction in a castle, Beatrice supported by her brothers and stepmother planned the murder of her father, Francesco Cenci, who was a dissolute and deprived man.



The murder was meant to look like an accident. However, the subsequent investigations that took place, the use of torture in order to obtain confessions and several defects in the process led to death penalty resolution issued by Pope Clement VIII.
The execution took place on 11 September 1599, in front of Castel Sant’Angelo. There was a huge public attendance regardless the unfair and miserable nature of the punishment. It is said that Caravaggio was present among the witnesses, as it is testified in his painting Judith and Holofernes.
The masterpiece by Reni forms part of the Barberini collection since 1818. During several decades after the acquisition, visitors of Rome came to Palazzo Barberini pursuing the contemplation of the face of this girl, condemned for having rebelled against the physical and sexual abuse imposed by her father.
Writers as Shelley, Stendhal, Artaud, transformed her figure into a romantic heroine, sensitive and brave. | Source: © Gallerie Nazionali Barberini Corsini, Rome





Una lunga e fortunata tradizione ha riconosciuto in questo ritratto le fattezze di Beatrice Cenci, la giovane parricida processata e decapitata a Roma nel 1599 e che Guido Reni🎨 avrebbe immortalato in carcere pochi istanti prima dell’uccisione.
La fanciulla si è appena voltata verso di noi, con uno sguardo supplichevole e innocente che, meglio di qualsiasi racconto, ci ricorda il suo tragico destino.
Dopo anni di soprusi, tenuta prigioniera in un castello con i fratelli e la matrigna, organizza con essi l’uccisione del padre, il conte Francesco Cenci, uomo dissoluto e depravato, cercando di far passare l’accaduto come semplice incidente.
Le indagini che seguono per far luce sulla vicenda, le confessioni estorte con torture e un processo segnato da vizi di forma, portano alla sentenza di morte emanata dal pontefice Clemente VIII. L’esecuzione avviene l’11 settembre 1599, di fronte a Castel Sant’Angelo, con enorme partecipazione di popolo, contrario a una sentenza capitale ingiusta e impietosa.
Si narra che alla decapitazione abbia assistito anche Caravaggio, come testimonierebbe il quadro di Giuditta e Oloferne.

Il dipinto fa parte della collezione della famiglia Barberini dal 1818.

Nei decenni successivi all’acquisizione, gli stranieri in visita a Roma si faranno appositamente accompagnare a Palazzo Barberini per vedere il volto della giovane, condannata per essersi ribellata alle violenze fisiche e sessuali del padre.
Scrittori del calibro di Shelley, Stendhal, Artaud, ne faranno un’eroina romantica, fragile e coraggiosa. | Gallerie Nazionali Barberini Corsini, Rome



Achille Leonardi (1800-1870) | Guido Reni painting the Portrait of Beatrice Cenci in prison

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