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Egon Schiele | I was first to see the eternal avenues of spring, 1910



I was first to see the eternal avenues of spring, the raging storm
and had to take my leave, -
endlessly of all the locations of life.

in those early days the level lands were around me, at that time
I had already heard and smelled the miracle flowers, the speechless


The birds? -
in whose eyes I saw myself pink
with shining eyes? -
The birds are no more. -

Often come autumn
I would weep with half my eyes. Then I delighted in the glorious
summer and laughed, as in summer I painted for myself the white
winter. In spring I dreamt of the universal music of all living things.

Until that time there was joy, then began times of idle leisure and the
lifeless schools. I encountered endless dead cities and mourned myself.
At that time I experienced my dying father. My brutal teachers were always my greatest foes.

Now I must rekindle my life!
At last I can see the generous sun once more and be free.




Ho visto i viali di eterna primavera

e prima la tempesta infuriare,
e ho dovuto prendere commiato, -
staccarmi di continuo da tutti i luoghi della vita.
Le pianure i primi giorni m’erano d’intorno;
allora sentivo e già fiutavo i mirabiis,
i giardini muti, gli uccelli.


Gli uccelli? -
nei cui occhi mi vedevo rosa con occhi splendenti? -
Gli uccelli sono morti. -

Spesso piangevo quand'era autunno con occhi semichiusi.
Quindi gioivo nella magnifica estate e ridevo,
dipingendomi d’estate il bianco inverno. Sognavo a primavera la musica universale del vivente. Sin lì era la gioia; poi cominciarono gli ozi e le inerti scuole. Fui in morte interminabili città e mi compiansi. In quel tempo conobbi la morte del padre. I miei rozzi maestri furono spesso i miei massimi nemici.


Ora devo ravvivare la mia vita!
Finalmente posso rivedere il sole generoso ed esser libero.




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