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Jusepe de Ribera / Lo Spagnoletto (1591-1652)




Jusepe de Ribera, conosciuto anche come José de Ribera, o col soprannome Spagnoletto, è stato un pittore Spagnolo, attivo principalmente a Napoli e più in generale per la corte di Spagna.
Fu uno dei massimi protagonisti della pittura napoletana ed europea del XVII secolo nonché uno dei più rilevanti pittori seguaci del filone del caravaggismo napoletano, da cui derivò una peculiare corrente pittorica di cui fu il promotore, il tenebrismo, che vedeva una esasperata rappresentazione della realtà, violenta e brutale, accentuata da particolari epidermici, anatomici e psichici nei personaggi raffigurati.

Il suo stile, che nel tempo si evolve verso un classicismo neoveneto, fu modello e punto di riferimento per i pittori partenopei coevi e di generazioni successive, segnando in maniera indelebile tutta la pittura napoletana del Seicento.


Lo stile pittorico del Ribera ha assunto nel tempo una connotazione estremizzata del naturalismo caravaggesco, portando a ritenere lo stesso pittore promotore di una peculiare corrente artistica del caravaggismo, ossia quella tenebrista, dove gli elementi ripresi "dal vero" vengono esasperati.
Per molto tempo il pittore è stato definito dalla critica ufficiale, anche ingiustamente, un pittore "violento", che faceva delle persone vere, degli episodi di reale violenza quotidiana, nonché delle scene di soprusi, i protagonisti delle sue composizioni pittoriche.
Dopo una prima fase giovanile della sua pittura, riprendente in maniera asciutta i dati caravaggeschi, il primo segno di svolta artistica si ebbe a partire dal 1626, al tempo del Sileno ebbro e del San Girolamo e l'Angelo del Giudizio, nelle quali seppe esprimere l'alto grado maturazione, revisione ed accrescimento delle precedenti esperienze naturaliste caravaggesche, avviate già con la pala del Calvario di Osuna, con "la Pietà" di Londra e poi proseguite con il San Sebastiano di Bilbao.
Con le tele di Capodimonte si mostrano elementi del tutto inediti fino ad allora nelle pitture del Ribera, dove si evidenzia l'uso più sapiente delle materie cromatiche, che da levigate e compatte qui si dispongono su stesure larghe, dense e pastose, con tonalità più calde, rischiarate e preziose, con le figure che a questo punto non assumono più concretezza di spessore e volume mediante il solo utilizzo del chiaroscuro, ma bensì per il fluire studiato della luce naturale sulle epidermidi dei personaggi raffigurati.
Questa fase naturalista meticolosamente analitica e realista nel raffigurare il dato umano culmina con le tele della Donna barbuta e della serie dei Giganti, questi ultimi che rappresentano di fatto il culmine del stile tenebrista.



Successivamente, intorno al 1632 il pittore evidenzia un ulteriore accrescimento stilistico con la raffigurazione del Giacobbe ed il gregge del monastero di San Lorenzo a El Escorial, dove manifesta una piena consapevolezza della pittura di Tiziano e di Veronese in particolare, ma anche di ciò che più in generale intanto già stava avvenendo a Roma con le composizioni "neovenete" del Grechetto, Antoon Van Dyck e Peter Paul Rubens, da cui assimilerà i modi, nonché da Andrea Sacchi, Nicolas Poussin e Pietro da Cortona.
Gran parte delle pitture successive al 1635 saranno pertanto caratterizzate da questi elementi distintivo della pittura veneziana cinquecentesca, ossia da composizioni "a cielo aperto" con luci e atmosfere calde, solari e mediterranee.


Nei dipinti del Ribera si mostrano più volte elementi artistici "autonomi" che rendono il catalogo del pittore ancora "da scoprire", come le nature morte ed i paesaggi, che sono stati riconosciuti di mano autografa del pittore solo in tre casi, seppure appaiono costantemente inseriti nelle scenografie dei suoi dipinti.
Il pittore ha all'attivo esclusivamente dipinti su tela ed in rarissimi casi su rame, mentre mai ha effettuato opere ad affresco; il Ribera era solito firmare le sue tele in uno dei due angoli bassi, entro cartigli o su di un sasso appositamente collocati in scena. | © Wikipedia













Jusepe de Ribera was a Spanish Valencian Tenebrist painter and printmaker, also known as José de Ribera and Josep de Ribera. He also was called Lo Spagnoletto ("the Little Spaniard") by his contemporaries and early writers.
Ribera was a leading painter of the Spanish school, although his mature work was all done in Italy.
Ribera's work remained in fashion after his death, largely through the hyper-naturalistic depictions of cruel subjects in the paintings of such pupils as Luca Giordano. According to the 1911 11th edition of Encyclopædia Britannica "His forms, though ordinary and partly gross, are correct; the impression of his works gloomy and startling. He delighted in subjects of horror".
He painted the horrors and reality of human cruelty and showed he valued truth over idealism. The gradual rehabilitation of his international reputation was aided by exhibitions in Princeton in 1973, of his prints and drawings, and of works in all media in London at the Royal Academy in 1982 and in New York at the Metropolitan Museum of Art in 1992.
Since then his oeuvre has gained more attention from critics and scholars. Unfortunately, due to the ebb of interest in his work for so long, a complete catalogue raisonné of his work is still lacking.
Many works attributed to him have been altered, discarded, damaged, and neglected during his period of obscurity.