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Filippo Palizzi | The Excavation of Pompeii, 1870


Filippo Palizzi | The Excavation of Pompeii, 1865

Filippo Palizzi (1818-1899) was an Italian painter🎨 of the Verismo style.
He moved to Naples in 1837 and enrolled at the Royal Institute of Fine Arts, but withdrew after a few months to attend the private school of the painter Giuseppe Bonolis.
Contact with his brother Giuseppe, who moved to France in 1844, introduced him to the painting of the Barbizon School.


He visited Paris on the occasion of the Universal Exhibition in 1855 and then went on to the Netherlands.
Having returned to Paris in 1863, he concentrated on nature studies from life and took part in the Universal Exhibition of 1867, winning a gold medal🎨.
The following decade saw further work on the handling of light both in landscapes painted outdoors and in paintings of interiors.
He often painted genre scenes of children with animals.
This romantic painting shows what the excavation of Pompeii in the 19th century may have looked like.

Filippo Palizzi | The Excavation of Pompeii, 1865 (detail)

Nel 1864, dopo l'unità d'Italia, in uno dei periodi più attivi dell'archeologia ottocentesca, le attività di scavo presso Paestum e Pompei ripresero con nuovi orientamenti, riportando alla luce, grazie a innovative metodologie di scavo, nuovi complessi architettonici.
Il fascino che questi ritrovamenti esercitarono sulle arti di metà Ottocento, come era stato per il secolo precedente, fu grande e le "spoglie di Pompei"diventarono uno tra i soggetti preferiti dagli artisti, i quali, motivati anche dal gusto del pubblico e dalla conseguente richiesta del mercato, degli scavi archeologici coglievano, spesso, gli aspetti di "costume".
Cosa che accade puntualmente anche in quest'opera di Filippo Palizzi, nella quale il pittore, in nome di una ricerca pittorica maturata seguendo gli orientamenti del realismo, coglie un momento dello stato degli scavi attraverso una dettagliata osservazione dal vero.
La sfida alle convenzioni accademiche portata avanti dai Palizzi venne amplificata anche dall'influenza esercitata dalla cultura figurativa di "importazione" francese mediata da un personale sentire di un naturalismo interiore, ed è sicuramente ad una delle tante "spigolatrici"di Jules Breton🎨 cui Filippo Palizzi si ispira per la protagonista di questo dipinto.

Filippo Palizzi | The Excavation of Pompeii, (unknown date)

Palizzi, come Breton, idealizza la scena tramite un forte equilibrio compositivo e la ricercatezza poetica delle rappresentazioni, dando ampio respiro alle figure femminili e al paesaggio, sensibili al variare naturale della luce.

Filippo Palizzi | Filomena, 1864

La giovane fanciulla, identificabile con Filomena la modella prediletta del pittore, radiosa nella luce splendente del giorno, ammira assorta un frammento di affresco emerso dalla cima di un cumulo di macerie.
Esiste una serie di opere dedicata a questo soggetto: "Gli scavi di Pompei", "Filomena, contadina che contempla in vetta ad un ciglione" del 1864 e "Contadina veduta di spalle recante un tinella sulla testa" conservate alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, e ancora "Giovinetta sugli scavi" (M. Simoncelli, 1928) e la versione pubblicata da Schettini sul I Volume della Pittura napoletana dell'800.
La variante qui proposta - datata 1870 e molto probabilmente eseguita su commissione - è rimasta per anni in collezione privata.  
L'eleganza dei gesti e il portamento fiero e aggraziato delle lavoratrici conferiscono all'insieme un aspetto nobile, privilegiando una visione idilliaca del mondo del lavoro e conferendo un'atmosfera di classica atemporalità. | © Sotheby's

Filippo Palizzi | The Excavation of Pompeii, 1870

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