23/12/16

Samy Charnine ~ French surrealist painter

Born in Nice on the French Riviera, Samy Charnine immigrated to the United States in 1983. He lives a secluded life and is very devoted to his art. He grinds his own paint from historical pigments using recipes and techniques dating from the Renaissance. He is highly demanding on himself and destroys many of his paintings, sometimes years of work, if the result doesn't meet his standards and expectations. He is collected by enthusiasts worldwide.


Read more

17/12/16

Van Gogh | First Steps, after Millet, 1890


First Steps, after Millet


Artist: Vincent van Gogh (Dutch, Zundert 1853-1890 Auvers-sur-Oise)
Date: 1890
Medium: Oil on canvas
Dimensions: 28 1/2 x 35 7/8 in. (72.4 x 91.1 cm
Classification: Paintings
Credit Line: Gift of George N. and Helen M. Richard, 1964
Accession Number: 64.165.2
In fall and winter 1889-90, while a voluntary patient at the asylum in Saint-Rémy, Van Gogh painted twenty-one copies after Millet, an artist he greatly admired.
He considered his copies "translations" akin to a musician's interpretation of a composer's work.
He let the black-and-white images-whether prints, reproductions, or, as here, a photograph that his brother, Theo, had sent-pose "as a subject", then he would "improvise color on it". For this work of January 1890, Van Gogh squared-up a photograph of Millet's First Steps and transferred it to the canvas. | © The Metropolitan Museum of Art


Van Gogh dipinge I primi passi, di 72x91 cm, nel gennaio del 1890, sette mesi prima della sua drammatica morte. In questi mesi egli riflette nella sua pittura gli eventi che segnano la sua vita e quella del carissimo fratello Theo.
Il 31 gennaio nasce Vincent Willem, figlio di Theo e della moglie Johanna.
Questo fatto, e l’attesa che lo ha preceduto, hanno influito positivamente sui fragili equilibri del pittore, da mesi ricoverato nel manicomio vicino a St. Remy de Provence.
Egli dipinge I primi passi quando il nipote non è ancora nato, immaginandolo, come si fa comunemente, muovere i primi passi e dire le prime parole.
L’attesa della nascita di Vincent Willem coinvolge profondamente e positivamente il pittore, che vede riaccendersi qualche luce nel grigiore della sua malattia.

Già nell’agosto del 1889 scriveva al fratello:
"C’è di che riprendere un po’ di gusto della vita, quando penso che passerò allo stato di zio di questo ragazzino che tua moglie sta progettando […] Accetta dunque la tua paternità come l’accetterebbe un brav’uomo delle nostre vecchie brughiere. Accetta la tua paternità nella qualità di povero, di straniero, di esiliato".
Ad ottobre scrive di nuovo:
"Ah, certo che ora tu sei in pieno nella natura, dato che scrivi che Jo sente già vivere il bambino - è ancora più interessante del paesaggio - e sono molto contento di questo cambiamento per te. Come è bello il Millet, I primi passi di un bambino"!
Read more

Van Gogh | The Potato Eaters / I mangiatori di patate, 1885


The Potato Eaters

Nuenen, April - May 1885 Vincent van Gogh (1853 - 1890)

oil on canvas, 82 cm x 114 cm
Van Gogh Museum, Amsterdam (Vincent van Gogh Foundation)
Van Gogh saw the Potato Eaters as a showpiece, for which he deliberately chose a difficult composition to prove he was on his way to becoming a good figure painter. The painting had to depict the harsh reality of country life, so he gave the peasants coarse faces and bony, working hands. He wanted to show in this way that they ‘have tilled the earth themselves with these hands they are putting in the dish ... that they have thus honestly earned their food’.

He painted the five figures in earth colours - ‘something like the colour of a really dusty potato, unpeeled of course’. The message of the painting was more important to Van Gogh than correct anatomy or technical perfection. He was very pleased with the result: yet his painting drew considerable criticism because its colours were so dark and the figures full of mistakes. Nowadays, the Potato Eaters is one of Van Gogh’s most famous works. | Van Gogh Museum, Amsterdam


I mangiatori di patate (olandese: De Aardappeleters) è un dipinto di Vincent van Gogh a olio su tela (82x114 cm), realizzato nell'aprile 1885. È conservato nel Museo Van Gogh di Amsterdam.

Si tratta del dipinto più importante del periodo olandese di Van Gogh, prima del suo trasferimento a Parigi. Lavorò su questa tela dal 13 aprile fino all'inizio di maggio, periodo in cui il pittore aveva quasi ultimato l'opera eccetto per alcuni cambiamenti apportati più tardi ma sempre nello stesso anno con un piccolo pennello.
La personalità di Van Gogh comincia ad emergere con le "opere clandestine" del periodo olandese, quando inizia ad impegnarsi su decine di studi su alcuni temi particolari, come i mangiatori di patate, il suo primo capolavoro.
Questo dipinto mostra, all'interno di una povera stanza, alcuni contadini che consumano il pasto serale servendosi da un unico piatto di patate, mentre una di loro sta versando il caffè. Van Gogh è molto legato a questo soggetto in quanto si sente come "uno di loro", anche i contadini come lui soffrono ed egli trova ingiusto il fatto che nonostante tutti i loro sforzi ed i loro sacrifici debbano vivere in modo così misero; viene sottolineata la continua fatica fisica di chi ha consumato, giorno dopo giorno, la propria vita nel lavoro dei campi: per questo motivo l'artista è come se volesse esaltare il cibo dei poveri.
Van Gogh stesso esprime un suo pensiero riguardo a questo quadro da lui così sentito: “Ho voluto, lavorando, far capire che questa povera gente, che alla luce di una lampada mangia patate servendosi dal piatto con le mani, ha zappato essa stessa la terra dove quelle patate sono cresciute; il quadro, dunque, evoca il lavoro manuale e lascia intendere che quei contadini hanno onestamente meritato di mangiare ciò che mangiano. Non vorrei assolutamente che tutti si limitassero a trovarlo bello o pregevole".
Alla resa oggettiva della realtà si sostituisce un'interpretazione di essa. La luce, provenendo dall'alto e colpendo perciò soltanto alcune parti, provoca contrasti chiaroscurali e accentua la caratterizzazione dei volti, delle mani, degli abiti. Singolare è la rappresentazione del volto e delle mani dipinti in modo caricaturale: con questo il pittore vuole esagerare e intensificare la realtà (la caricatura e la deformazione sono, infatti, un'esagerazione della realtà stessa, al fine di renderla più intensa). Il colore, che richiama le tecniche fiamminghe, è monocromatico; ciò fa sì che l'occhio non sia appagato ma percepisca la realtà attraverso l'interiorità di Van Gogh.
Da notare la struttura conica a base ellittica, ove i protagonisti formano l'ellisse e la ragazza di spalle al centro è sotto il punto luce, ovvero il vertice del cono.

Van Gogh prese per modelli dell'opera i membri della famiglia de Groot, contadini, ritraendoli più volte in vari studi a carboncino ed olio. Una di essi, Gordina de Groot (riconoscibile nella donna con la cuffia che gira le patate nel piatto), poco tempo l'esecuzione di quest'opera rimase incinta, e della paternità del nascituro venne "sospettato" il pittore; di conseguenza il prete cattolico proibì ai parrocchiani di posare ancora per Van Gogh, che fu costretto dopo qualche mese a lasciare Nuenen.
Read more

Vincent Van Gogh | Basket of potatoes, 1885




Read more

16/12/16

Vincenzo Caprile | Il sogno (nel sorriso della fede)


Vincenzo Caprile
Self-Portrait drawn in 1914
Born 1856
Naples, Italy
Died 1936
Naples, Italy
Nationality Italian
Known for Painter

Vincenzo Caprile (Naples, June 24, 1856 - Naples, 1936) was an Italian painter, mainly Genre scenes and landscape paintings depicting the coast of Amalfi.
Read more

Mario Puccini | Fanciullo



Read more

08/12/16

Vincent van Gogh | Pietà (after Delacroix), 1889


Pietà (after Delacroix)

Saint-Rémy-de-Provence, September 1889 Vincent van Gogh (1853 - 1890)
oil on canvas, 73 cm x 60.5 cm
Van Gogh Museum, Amsterdam (Vincent van Gogh Foundation)

Van Gogh based his Pietà on a lithograph of a painting by Eugène Delacroix. This image of the Virgin Mary mourning the dead Christ is, however, more a variation on the original work than a copy. Van Gogh has taken Delacroix’s theme and composition and added his own colour and personal signature.
The work was prompted by an accident: ‘that lithograph of Delacroix, the Pietà, with other sheets had fallen into some oil and paint and got spoiled. I was sad about it – then in the meantime I occupied myself painting it, and you’ll see it one day’. The lithograph, complete with stain, has survived.
Van Gogh was living in the asylum in Saint-Rémy when he painted this work. It is quite possible that the sick and ‘misunderstood’ artist identified with the suffering Christ: ‘I am not indifferent, and in the very suffering religious thoughts sometimes console me a great deal’, he wrote to his brother Theo. The painter’s resemblance to the red-bearded Christ figure in this Pietà has not therefore gone unnoticed. | © Van Gogh Museum
Read more

Mary Cassatt | Woman with a Pearl Necklace in a Loge, 1879


Read more

Edgar Degas | Combing the Hair, 1896


Read more