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J. F. Willumsen | Pittore Simbolista / Espressionista


Jens Ferdinand Willumsen (71863-1958) è stato un pittore ed un poliedrico artista Danese, che operò in tutti i campi dell'arte visiva: scultura, ceramica, fotografia. Fu anche un apprezzato architetto.
Nonostante si sia cimentato in tutti i campi dell'arte visiva la pittura resta il suo ambito preferito.
Willumsen dipinse per tutta la vita ed i suoi quadri rappresentano la maggior parte della sua produzione artistica.
I temi analizzati e le tecniche espressive utilizzate nei vari periodi della sua vita riflettono l'interesse verso tematiche sempre differenti.


Negli anni ottanta, durante il periodo di apprendistato, trae spunto dal naturalismo con spirito sociale.
Appartiene a questo periodo l'opera del 1888 Il matrimonio del figlio del Re.
La svolta del Willumsen pittore risale al 1889, in concomitanza con i viaggi in Spagna e a Parigi.


Le tinte divengono luminose ed i soggetti vengono ripresi da angolazioni innovative.
Durante il successivo viaggio a Parigi si convertì al simbolismo su consiglio di Odilon Redon e Paul Gauguin, con largo uso di tecniche pittoriche che esemplificassero i tratti per conferire maggior risalto al movimento, come suggeriva la stessa corrente artistica.


Il suo obiettivo fu da questo periodo in poi, quello di dipingere la realtà profonda piuttosto che cogliere atmosfere e paesaggi.
Agli inizi del Novecento si immerse nella pittura espressionista analizzando il tema del rapporto tra l'uomo e la natura spesso con un uso spregiudicato di tinte accese.
Si concentrò in particolare sull'incontro tra l'individuo e la forza della natura esaltando il culto del corpo caratteristico dell'epoca.


In Alpina del 1904 (cust. Hagenams Kollegium) una donna emancipata trae forza e ispirazione camminando in montagna.
Nel decennio seguente, i suoi viaggi nell'area Mediterranea e lo studio di El Greco ebbero larga influenza sul suo stile pittorico che divenne ricco di colori vivi e intensi.


Tuttavia risalgono a questo stesso periodo opere che ritraggono scene di vita comune con tinte tenui.
Negli anni venti, in concomitanza con la realizzazione dell'Alto Rilievo, l'attività pittorica si ridusse notevolmente per poi riprendere negli anni trenta.
Durante il soggiorno a Venezia sviluppò una tecnica che mediante l'uso di colori dal sapore surreale riproduceva lo spirito unico della città.


Dipinse molti paesaggi con o senza tensione drammatica.
Tra le opere fondamentali del periodo si ricorda la Trilogia del Titano morente con i tre autoritratti ispirati da alcune sue intuizioni giovanili.
Ancora una volta Willumsen dimostra la sua propensione all'indagine filosofico-esistenziale della realtà.


Negli ultimi anni della vita continuò a dipingere, supportato dalla sua musa Michelle Bourrett.
Il percorso artistico del Willumsen pittore può essere analizzato con buona approssimazione per decadi in quanto l'evoluzione del suo stile non fu mai graduale.