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Vincent van Gogh | Still Life of Oranges and Lemons with Blue Gloves, 1889


Vincent van Gogh painted this picture soon after his release from the hospital, where he was recovering from the disastrous final days of Paul Gauguin’s stay with him in Arles.
In a long letter to his brother Theo posted January 23, 1889, he mentions creating this painting alongside several other issues, including the need to make money through picture sales. He likely had the market in mind in painting this still life.

The painter was clearly attracted to the shapes and hues of the citrus fruit arrayed in the wicker basket, and the way their varied orb shapes play against the weave of the dried sticks, the whole set off by the prickly needles of the cypress branches. Van Gogh refers in his letter to an "air of chic" in this picture, prompted perhaps by the inclusion of blue garden gloves.
The painting reveals the artist’s extraordinarily original sense of color, as well as his richly expressive paint application as he struggles to evoke the nubby waxen skin of the various fruits, the spiky fur of the branches, and the limp material of the worn gloves.



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Léon Comerre (1850-1916)


Léon-François Comerre è stato un pittore e scultore Francese. Fu un artista Accademico Orientalista. Era lo zio di Albert Gleizes.
Léon-François Comerre era figlio di Oscar-Louis, insegnante, e di Appoline Knorr. Nel 1853, tre anni dopo la sua nascita, tutta la famiglia si trasferì a Lilla. Molto presto, in età giovanile, egli manifestò un vivo interesse per l'arte e s'impegnò negli studi artistici, divenendo allievo di Alphonse Colas.
A diciassette anni ottenne una Medaglia d'oro dall'Accademia di Lilla e una Borsa di studio dal Dipartimento del Nord che gli permise di continuare i suoi studi a Parigi.



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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XIV


D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci.
Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore. Ma dall'istante della rivelazione egli si sente trascinare giù verso un buio mai immaginato se non per gli altri e d'ora in ora va precipitando.

Dino Buzzati | Il lampione, 1926


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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XIII


Ora non si incontravano più dalla signora Ermelina. La Laide gli disse che aveva litigato con la signora Ermelina e lo condusse in casa di un'amica. Ma poi lui approfittò dell'appartamento di Corsini, un amico quasi sempre assente da Milano.
Era un bell'appartamento in fondo a via Vincenzo Monti, vicino alla Fiera, era un appartamento allegro con un grande soggiorno e una scala interna che conduceva di sopra alle camere da letto. Il suo amico non c'era quasi mai, comunque di pomeriggio praticamente era sempre libero.

Dino Buzzati | Romantica, 1926


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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XII


Non ci pensa più, erano passati quasi quindici giorni, non ci pensava più. E' nel suo studio, mezzogiorno, ha fretta di sistemare il lavoro perché alle due e mezza verrà a prenderlo l'amico Cappa per andare a Saint-Moritz, lo preoccupa piuttosto il tempo perché sembra che stia per piovere, oramai non ci pensava proprio, il telefono suonò.

Meccanicamente, alzò il microfono.
- "Pronto". Quella voce con l'erre. Era la seconda volta che la Laide gli telefonava. La voce gli penetrò dentro, gli scendeva nel petto. Un senso di meraviglioso sollievo. Come mai questo sollievo? Ma se alla Laide aveva rinunciato. Se non ci pensava più. Perché questa gioia?



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Hafsa Idrees, 1992 | Finger painter


Hafsa Idrees is an Pakistani painter and writer born in Islamabad.
- "Art has always been close to my heart and even though I have not received a formal education in any particular genre, drawing/painting is an important part of my life. Since school, I have been experimenting with and enjoying different styles, media and techniques".
"I started with Arabic calligraphy at the age of 10 but I soon realized that I enjoyed painting and drawing too. My subjects then were things and people from my immediate surroundings but with time I started to explore different kinds of paints, pencils, materials and subjects".



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Jean Gouweloos (1868-1943) | Genre painter



Jean Léon Henri Gouweloos was a Belgian genre and portrait painter as well as poster artist and lithographer.
Jean Gouweloos studied, like his brother Charles (1867-1946) from 1887-1890 and from 1893-1894 at the Académie royale des Beaux-Arts de Bruxelles.
He was also a student of the painter and decorator Charle-Albert.
Before studying, he made a living in Paris by drawing posters, then he worked in the family's printing house, which specialized in artistic printing.


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Francois Rivoire (1842-1919) Flowers painter



French painter François Rivoire was born in Lyon in 1842. A pupil of Regnier, Rivoire made his debut at the Salon of 1866 and in the same year was made a Societaire des Artistes Français.
In 1883, 1886, 1889 and 1900 Rivoire was awarded prizes for his work and in 1906 was made a Chevalier de la Legion d’Honneur.
Rivoire painted paintings of flowers especially roses in watercolour, gouache and pastel.