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Sulamith Wülfing (1901-1989)

Sulamith Wülfing è stato un artista ed illustratore Tedesco. L'autore Michael Folz spiega che l'arte di Wülfing era un "riflesso realistico del mondo in cui vive: ha visto gli angeli e le creature elfiche dei suoi dipinti per tutta la vita".
L'atmosfera del lavoro di Wülfing varia da serena a malinconica a profondamente malinconica. Il soggetto è spesso misterioso, con elementi narrativi il cui significato l'osservatore può solo indovinare, esattamente come intendeva l'artista.

Nelle sue stesse parole: "Per le persone in sintonia con le mie composizioni, potrebbero essere specchi delle loro stesse esperienze. È per questo motivo che ho lasciato completamente la spiegazione dei disegni allo spettatore, in modo che non siano vincolati dal mio interpretazione di ciò che dovrebbe essere ogni immagine".


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Sulamith Wülfing (1901-1989)

Sulamith Wülfing è stato un artista ed illustratore Tedesco. L'autore Michael Folz spiega che l'arte di Wülfing era un "riflesso realistico del mondo in cui vive: ha visto gli angeli e le creature elfiche dei suoi dipinti per tutta la vita".
L'atmosfera del lavoro di Wülfing varia da serena a malinconica a profondamente malinconica. Il soggetto è spesso misterioso, con elementi narrativi il cui significato l'osservatore può solo indovinare, esattamente come intendeva l'artista.

Nelle sue stesse parole: "Per le persone in sintonia con le mie composizioni, potrebbero essere specchi delle loro stesse esperienze. È per questo motivo che ho lasciato completamente la spiegazione dei disegni allo spettatore, in modo che non siano vincolati dal mio interpretazione di ciò che dovrebbe essere ogni immagine".


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Silvio Valli, 1944

Silvio Valli è un artista Napoletano rinomato per il suo senso prospettico, per la purezza del suo tracciato e per la cromaticità dei suoi colori.
Allievo della scuola italiana del Novecento di paesaggio, i suoi dipinti sono inconfondibili: potrete infatti ammirare le più belle città italiane dal terrazzo di splendide ville, circondati da bouganville, pianta tanto cara al Maestro.
Artista pluripremiato dalla critica, espone le sue opere in molte collezioni pubbliche e private, italiane ed internazionali.


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Silvio Valli, 1944

Silvio Valli è un artista Napoletano rinomato per il suo senso prospettico, per la purezza del suo tracciato e per la cromaticità dei suoi colori.
Allievo della scuola italiana del Novecento di paesaggio, i suoi dipinti sono inconfondibili: potrete infatti ammirare le più belle città italiane dal terrazzo di splendide ville, circondati da bouganville, pianta tanto cara al Maestro.
Artista pluripremiato dalla critica, espone le sue opere in molte collezioni pubbliche e private, italiane ed internazionali.


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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XVI

Quel giorno Laide sembrava più allegra e spensierata del solito. Che accanto a lui si sentisse finalmente a suo agio?
Che un principio di intimità umana cominciasse a crearsi fra loro? Una bella fetta di sole entrava di sbieco nella camera da letto battendo sulla "moquette" verde e illuminando di riflesso l'intera stanza lietamente. Erano già distesi sul letto, lei ancora in sottoveste.
Ecco, per Dorigo nella consapevolezza certa dell'amore imminente, i rari momenti di tregua e di sollievo. Non più il dubbio che lei non telefonasse più, che svanisse nel nulla, che senza preavvisi avesse lasciato Milano per sempre, non più il supplizio dell'attesa quando si avvicinava l'ora della chiamata promessa, con l'atroce stillicidio dei minuti una volta varcato il termine e allora le congetture, i sospetti, le speranze via via sfuggenti si aggrovigliavano in un vorticoso crescendo che lo trasformava in una specie di ebete automa. L'incredibile ancora una volta si era avverato.

Dino Buzzati

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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XVI

Quel giorno Laide sembrava più allegra e spensierata del solito. Che accanto a lui si sentisse finalmente a suo agio?
Che un principio di intimità umana cominciasse a crearsi fra loro? Una bella fetta di sole entrava di sbieco nella camera da letto battendo sulla "moquette" verde e illuminando di riflesso l'intera stanza lietamente. Erano già distesi sul letto, lei ancora in sottoveste.
Ecco, per Dorigo nella consapevolezza certa dell'amore imminente, i rari momenti di tregua e di sollievo. Non più il dubbio che lei non telefonasse più, che svanisse nel nulla, che senza preavvisi avesse lasciato Milano per sempre, non più il supplizio dell'attesa quando si avvicinava l'ora della chiamata promessa, con l'atroce stillicidio dei minuti una volta varcato il termine e allora le congetture, i sospetti, le speranze via via sfuggenti si aggrovigliavano in un vorticoso crescendo che lo trasformava in una specie di ebete automa. L'incredibile ancora una volta si era avverato.

Dino Buzzati

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Alda Merini | Inno alla Donna

Stupenda
immacolata fortuna
per te tutte le creature
del regno
si sono aperte
e tu sei diventata la regina
delle nostre ombre

Frank Benson | Summer

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Alda Merini | Inno alla Donna

Stupenda
immacolata fortuna
per te tutte le creature
del regno
si sono aperte
e tu sei diventata la regina
delle nostre ombre

Frank Benson | Summer

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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XV

Lei mise su un disco. Erano in casa di Corsini, l'amico di Dorigo, nei giorni della Fiera Campionaria. Il sole sulla terrazza, le tapparelle abbassate quasi a terra eppure, se si stava attenti, quel rombo di macchine, di vita, di impazienze, di progetti, di avidità che fermentava intorno, motori, voci, passi, soldi, stupidità, musiche, sudore, desideri animaleschi.
Fin lì arrivava all'ottavo piano ma loro due non lo sentivano. Lei perché immemore di tutto, tesa solo ai suoi oscuri calcoli e capricci, lui perché nulla esisteva al mondo più se non quella ragazzina dal viso diritto e petulante, dai lunghi capelli neri, dal cuore dal cuore cosa? ce l'aveva?

Salvatore Fiume | Susette, 1956

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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XV

Lei mise su un disco. Erano in casa di Corsini, l'amico di Dorigo, nei giorni della Fiera Campionaria. Il sole sulla terrazza, le tapparelle abbassate quasi a terra eppure, se si stava attenti, quel rombo di macchine, di vita, di impazienze, di progetti, di avidità che fermentava intorno, motori, voci, passi, soldi, stupidità, musiche, sudore, desideri animaleschi.
Fin lì arrivava all'ottavo piano ma loro due non lo sentivano. Lei perché immemore di tutto, tesa solo ai suoi oscuri calcoli e capricci, lui perché nulla esisteva al mondo più se non quella ragazzina dal viso diritto e petulante, dai lunghi capelli neri, dal cuore dal cuore cosa? ce l'aveva?

Salvatore Fiume | Susette, 1956

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Karl Raupp (1837-1918) | Genre painter

Karl Raupp was a German landscape and genre painter.
After studying genre painting under Jakob Becker at the Städel Institute in Frankfurt, he became a pupil and zealous follower of Piloty in Munich (1860-65), where he soon gathered a small school.
After 1865, he opened a studio, taking private pupils in painting.


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Karl Raupp (1837-1918) | Genre painter

Karl Raupp was a German landscape and genre painter.
After studying genre painting under Jakob Becker at the Städel Institute in Frankfurt, he became a pupil and zealous follower of Piloty in Munich (1860-65), where he soon gathered a small school.
After 1865, he opened a studio, taking private pupils in painting.


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Claude Monet | Lo stile


Claude Monet è stato il sostenitore più convinto ed instancabile del «metodo impressionista» che vide già riassunto nelle opere dell'amico Manet. Per comprendere appieno la carica rivoluzionaria della figura di Monet, tuttavia, è necessario calarla con precisione nell'ambiente storico ed artistico francese della seconda metà dell'Ottocento.
La Francia della seconda metà del XIX secolo era una nazione viva, moderna, ricca di magnificenze e di contraddizioni, che in seguito all'offensiva prussiana del 1870 aveva conosciuto un impetuoso sviluppo economico e sociale che, tuttavia, aveva inizialmente mancato di investire le arti figurative.

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Claude Monet | Lo stile


Claude Monet è stato il sostenitore più convinto ed instancabile del «metodo impressionista» che vide già riassunto nelle opere dell'amico Manet. Per comprendere appieno la carica rivoluzionaria della figura di Monet, tuttavia, è necessario calarla con precisione nell'ambiente storico ed artistico francese della seconda metà dell'Ottocento.
La Francia della seconda metà del XIX secolo era una nazione viva, moderna, ricca di magnificenze e di contraddizioni, che in seguito all'offensiva prussiana del 1870 aveva conosciuto un impetuoso sviluppo economico e sociale che, tuttavia, aveva inizialmente mancato di investire le arti figurative.

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Trung Cao | Realist painter

- "I’m a realist artist residing in the Vallejo, California. While oil is my favorite medium, I also work in graphite, charcoal, acrylic and gouache. My artwork reflects on themes of values and exquisite beauty, real or imaginary.
Through the lens of classical art admiration, and behind the aesthetic surface, many of my work critique on how we derive values and meanings from myth, folklore, legend, and the generality of storytelling".


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Trung Cao | Realist painter

- "I’m a realist artist residing in the Vallejo, California. While oil is my favorite medium, I also work in graphite, charcoal, acrylic and gouache. My artwork reflects on themes of values and exquisite beauty, real or imaginary.
Through the lens of classical art admiration, and behind the aesthetic surface, many of my work critique on how we derive values and meanings from myth, folklore, legend, and the generality of storytelling".


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Vincent van Gogh | Still Life of Oranges and Lemons with Blue Gloves, 1889

Vincent van Gogh painted this picture soon after his release from the hospital, where he was recovering from the disastrous final days of Paul Gauguin’s stay with him in Arles.
In a long letter to his brother Theo posted January 23, 1889, he mentions creating this painting alongside several other issues, including the need to make money through picture sales. He likely had the market in mind in painting this still life.

The painter was clearly attracted to the shapes and hues of the citrus fruit arrayed in the wicker basket, and the way their varied orb shapes play against the weave of the dried sticks, the whole set off by the prickly needles of the cypress branches. Van Gogh refers in his letter to an "air of chic" in this picture, prompted perhaps by the inclusion of blue garden gloves.
The painting reveals the artist’s extraordinarily original sense of color, as well as his richly expressive paint application as he struggles to evoke the nubby waxen skin of the various fruits, the spiky fur of the branches, and the limp material of the worn gloves.


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Vincent van Gogh | Still Life of Oranges and Lemons with Blue Gloves, 1889

Vincent van Gogh painted this picture soon after his release from the hospital, where he was recovering from the disastrous final days of Paul Gauguin’s stay with him in Arles.
In a long letter to his brother Theo posted January 23, 1889, he mentions creating this painting alongside several other issues, including the need to make money through picture sales. He likely had the market in mind in painting this still life.

The painter was clearly attracted to the shapes and hues of the citrus fruit arrayed in the wicker basket, and the way their varied orb shapes play against the weave of the dried sticks, the whole set off by the prickly needles of the cypress branches. Van Gogh refers in his letter to an "air of chic" in this picture, prompted perhaps by the inclusion of blue garden gloves.
The painting reveals the artist’s extraordinarily original sense of color, as well as his richly expressive paint application as he struggles to evoke the nubby waxen skin of the various fruits, the spiky fur of the branches, and the limp material of the worn gloves.


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Léon Comerre (1850-1916)

Léon-François Comerre è stato un pittore e scultore Francese. Fu un artista Accademico Orientalista. Era lo zio di Albert Gleizes.
Léon-François Comerre era figlio di Oscar-Louis, insegnante, e di Appoline Knorr. Nel 1853, tre anni dopo la sua nascita, tutta la famiglia si trasferì a Lilla. Molto presto, in età giovanile, egli manifestò un vivo interesse per l'arte e s'impegnò negli studi artistici, divenendo allievo di Alphonse Colas.
A diciassette anni ottenne una Medaglia d'oro dall'Accademia di Lilla e una Borsa di studio dal Dipartimento del Nord che gli permise di continuare i suoi studi a Parigi.


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Léon Comerre (1850-1916)

Léon-François Comerre è stato un pittore e scultore Francese. Fu un artista Accademico Orientalista. Era lo zio di Albert Gleizes.
Léon-François Comerre era figlio di Oscar-Louis, insegnante, e di Appoline Knorr. Nel 1853, tre anni dopo la sua nascita, tutta la famiglia si trasferì a Lilla. Molto presto, in età giovanile, egli manifestò un vivo interesse per l'arte e s'impegnò negli studi artistici, divenendo allievo di Alphonse Colas.
A diciassette anni ottenne una Medaglia d'oro dall'Accademia di Lilla e una Borsa di studio dal Dipartimento del Nord che gli permise di continuare i suoi studi a Parigi.


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Robert Schumann: "Andare lento e correre sono errori di pari gravità!"

"Quando avete studiato gli esercizi giornalieri e vi sentite stanchi, non continuate a suonare. Val meglio riposare, che lavorare senza piacere e senza freschezza di mente".
"Andare lento e correre sono errori di pari gravità".
"Il musicista colto potrà studiare una Madonna di Raffaello con la stessa utilità con cui il pittore studierà una sinfonia di Mozart... L'estetica di un'arte è quella delle altre, soltanto il materiale è diverso".

Johannes Hartmann (1869-1952) | Robert Schumann Monument, 1901 (detail)

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Robert Schumann: "Andare lento e correre sono errori di pari gravità!"

"Quando avete studiato gli esercizi giornalieri e vi sentite stanchi, non continuate a suonare. Val meglio riposare, che lavorare senza piacere e senza freschezza di mente".
"Andare lento e correre sono errori di pari gravità".
"Il musicista colto potrà studiare una Madonna di Raffaello con la stessa utilità con cui il pittore studierà una sinfonia di Mozart... L'estetica di un'arte è quella delle altre, soltanto il materiale è diverso".

Johannes Hartmann (1869-1952) | Robert Schumann Monument, 1901 (detail)

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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XIV

D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci.
Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore. Ma dall'istante della rivelazione egli si sente trascinare giù verso un buio mai immaginato se non per gli altri e d'ora in ora va precipitando.

Dino Buzzati | Il lampione, 1926

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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XIV

D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci.
Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore. Ma dall'istante della rivelazione egli si sente trascinare giù verso un buio mai immaginato se non per gli altri e d'ora in ora va precipitando.

Dino Buzzati | Il lampione, 1926

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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XIII

Ora non si incontravano più dalla signora Ermelina. La Laide gli disse che aveva litigato con la signora Ermelina e lo condusse in casa di un'amica. Ma poi lui approfittò dell'appartamento di Corsini, un amico quasi sempre assente da Milano.
Era un bell'appartamento in fondo a via Vincenzo Monti, vicino alla Fiera, era un appartamento allegro con un grande soggiorno e una scala interna che conduceva di sopra alle camere da letto. Il suo amico non c'era quasi mai, comunque di pomeriggio praticamente era sempre libero.

Dino Buzzati | Romantica, 1926

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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XIII

Ora non si incontravano più dalla signora Ermelina. La Laide gli disse che aveva litigato con la signora Ermelina e lo condusse in casa di un'amica. Ma poi lui approfittò dell'appartamento di Corsini, un amico quasi sempre assente da Milano.
Era un bell'appartamento in fondo a via Vincenzo Monti, vicino alla Fiera, era un appartamento allegro con un grande soggiorno e una scala interna che conduceva di sopra alle camere da letto. Il suo amico non c'era quasi mai, comunque di pomeriggio praticamente era sempre libero.

Dino Buzzati | Romantica, 1926

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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XII

Non ci pensa più, erano passati quasi quindici giorni, non ci pensava più. E' nel suo studio, mezzogiorno, ha fretta di sistemare il lavoro perché alle due e mezza verrà a prenderlo l'amico Cappa per andare a Saint-Moritz, lo preoccupa piuttosto il tempo perché sembra che stia per piovere, oramai non ci pensava proprio, il telefono suonò.

Meccanicamente, alzò il microfono.
- "Pronto". Quella voce con l'erre. Era la seconda volta che la Laide gli telefonava. La voce gli penetrò dentro, gli scendeva nel petto. Un senso di meraviglioso sollievo. Come mai questo sollievo? Ma se alla Laide aveva rinunciato. Se non ci pensava più. Perché questa gioia?


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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XII

Non ci pensa più, erano passati quasi quindici giorni, non ci pensava più. E' nel suo studio, mezzogiorno, ha fretta di sistemare il lavoro perché alle due e mezza verrà a prenderlo l'amico Cappa per andare a Saint-Moritz, lo preoccupa piuttosto il tempo perché sembra che stia per piovere, oramai non ci pensava proprio, il telefono suonò.

Meccanicamente, alzò il microfono.
- "Pronto". Quella voce con l'erre. Era la seconda volta che la Laide gli telefonava. La voce gli penetrò dentro, gli scendeva nel petto. Un senso di meraviglioso sollievo. Come mai questo sollievo? Ma se alla Laide aveva rinunciato. Se non ci pensava più. Perché questa gioia?


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Jean Gouweloos (1868-1943) | Genre painter


Jean Léon Henri Gouweloos was a Belgian genre and portrait painter as well as poster artist and lithographer.
Jean Gouweloos studied, like his brother Charles (1867-1946) from 1887-1890 and from 1893-1894 at the Académie royale des Beaux-Arts de Bruxelles.
He was also a student of the painter and decorator Charle-Albert.
Before studying, he made a living in Paris by drawing posters, then he worked in the family's printing house, which specialized in artistic printing.

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Jean Gouweloos (1868-1943) | Genre painter


Jean Léon Henri Gouweloos was a Belgian genre and portrait painter as well as poster artist and lithographer.
Jean Gouweloos studied, like his brother Charles (1867-1946) from 1887-1890 and from 1893-1894 at the Académie royale des Beaux-Arts de Bruxelles.
He was also a student of the painter and decorator Charle-Albert.
Before studying, he made a living in Paris by drawing posters, then he worked in the family's printing house, which specialized in artistic printing.

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Francois Rivoire (1842-1919) Flowers painter


French painter François Rivoire was born in Lyon in 1842. A pupil of Regnier, Rivoire made his debut at the Salon of 1866 and in the same year was made a Societaire des Artistes Français.
In 1883, 1886, 1889 and 1900 Rivoire was awarded prizes for his work and in 1906 was made a Chevalier de la Legion d’Honneur.
Rivoire painted paintings of flowers especially roses in watercolour, gouache and pastel.

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Francois Rivoire (1842-1919) Flowers painter


French painter François Rivoire was born in Lyon in 1842. A pupil of Regnier, Rivoire made his debut at the Salon of 1866 and in the same year was made a Societaire des Artistes Français.
In 1883, 1886, 1889 and 1900 Rivoire was awarded prizes for his work and in 1906 was made a Chevalier de la Legion d’Honneur.
Rivoire painted paintings of flowers especially roses in watercolour, gouache and pastel.

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Billy Kidd, 1980 | Fine art Photographer


Billy Kidd is an American self-taught photographer born in Panama City, Florida.

- "When I was six years old we sold everything in a garage sale.
I made an impressive $20 selling my He-Man action figures, Castle of Grayskull, G.I. Joe's and every little thing I had.
I thought it would be fun to put my money in a small wooden box and bury it with a long white string tied to it coming out of the dirt, it would be my buried treasure. I never found the money".

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Billy Kidd, 1980 | Fine art Photographer


Billy Kidd is an American self-taught photographer born in Panama City, Florida.

- "When I was six years old we sold everything in a garage sale.
I made an impressive $20 selling my He-Man action figures, Castle of Grayskull, G.I. Joe's and every little thing I had.
I thought it would be fun to put my money in a small wooden box and bury it with a long white string tied to it coming out of the dirt, it would be my buried treasure. I never found the money".

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Annibale Gatti | The Master Light of All Our Seeing, 1887

Annibale Gatti | The Master Light of All Our Seeing, 1887

Brilliantly composed by the Italian fresco painter Annibale Gatti (1827-1909), the painting depicts a sweeping view reminiscent of Raphael’s The School of Athens. Gatti’s figures are similarly sprawled across his canvas, displaying the same symmetry and careful placement as Raphael’s composition.

The works even share a handful of figures, from the Renaissance architect Donato Bramante and philosopher Pythagoras of Samos to Michelangelo and Raphael himself.
Though Gatti’s work follows in the classical spirit of Raphael’s fresco, "The Master Light of All Our Seeing" takes on a grander meaning than the Renaissance composition. Depicted at the center is the figure of Jesus, symbolically positioned as "The Master of All Our Seeing" as his light shines on the multitude of figures who surround him.

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Annibale Gatti | The Master Light of All Our Seeing, 1887

Annibale Gatti | The Master Light of All Our Seeing, 1887

Brilliantly composed by the Italian fresco painter Annibale Gatti (1827-1909), the painting depicts a sweeping view reminiscent of Raphael’s The School of Athens. Gatti’s figures are similarly sprawled across his canvas, displaying the same symmetry and careful placement as Raphael’s composition.

The works even share a handful of figures, from the Renaissance architect Donato Bramante and philosopher Pythagoras of Samos to Michelangelo and Raphael himself.
Though Gatti’s work follows in the classical spirit of Raphael’s fresco, "The Master Light of All Our Seeing" takes on a grander meaning than the Renaissance composition. Depicted at the center is the figure of Jesus, symbolically positioned as "The Master of All Our Seeing" as his light shines on the multitude of figures who surround him.

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Annibale Gatti (1827-1909) | Fresco painter


Annibale Gatti was an Italian painter, known for history painting and fresco decoration in Tuscany.
Son of a decorator, Gatti moved from Forlì to Florence in 1830.
He studied in Florence, enrolling in 1843 in the Academy of Fine Arts. Around the 1850s he achieved his first successes, choosing historico-religious themes for his works.
In 1861, he decorated the Throne Room in the Pitti Palace.

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Annibale Gatti (1827-1909) | Fresco painter


Annibale Gatti was an Italian painter, known for history painting and fresco decoration in Tuscany.
Son of a decorator, Gatti moved from Forlì to Florence in 1830.
He studied in Florence, enrolling in 1843 in the Academy of Fine Arts. Around the 1850s he achieved his first successes, choosing historico-religious themes for his works.
In 1861, he decorated the Throne Room in the Pitti Palace.

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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XI


Perché se la prendeva tanto? Perché continuava a pensarci? Di che cosa aveva paura? che Laide scomparisse? Figurarsi. Bastava un colpo di telefono e lei correva a prendere un tassì; e lui l'aveva a sua disposizione, con la biancheria in ordine, tutta ben lavata da poter baciare impunemente in ogni parte del corpo.
No. Aveva un bel fare questo ragionamento.
Non bastava. Lei sarebbe accorsa, è vero, alla chiamata della signora Ermelina e sarebbe venuta in letto con lui ma tutto in fondo si riduceva a mezz'ora un'ora al massimo, questo era per lei solo un breve intermezzo di lavoro, da risolvere con gentilezza ma anche con la maggior celerità possibile (Dorigo si era ben accorto di non farla godere, quando le baciava il sesso la Laide teneva chiusi gli occhi, le labbra socchiuse tutto lì, ma per il resto non un vero palpito, un sospiro, un gemito, meglio così comunque piuttosto che le disgustose commedie di certe prostitute convinte che in amore tutti gli uomini senza distinzione debbano essere completamente cretini).

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Dino Buzzati | Un amore | Capitolo XI


Perché se la prendeva tanto? Perché continuava a pensarci? Di che cosa aveva paura? che Laide scomparisse? Figurarsi. Bastava un colpo di telefono e lei correva a prendere un tassì; e lui l'aveva a sua disposizione, con la biancheria in ordine, tutta ben lavata da poter baciare impunemente in ogni parte del corpo.
No. Aveva un bel fare questo ragionamento.
Non bastava. Lei sarebbe accorsa, è vero, alla chiamata della signora Ermelina e sarebbe venuta in letto con lui ma tutto in fondo si riduceva a mezz'ora un'ora al massimo, questo era per lei solo un breve intermezzo di lavoro, da risolvere con gentilezza ma anche con la maggior celerità possibile (Dorigo si era ben accorto di non farla godere, quando le baciava il sesso la Laide teneva chiusi gli occhi, le labbra socchiuse tutto lì, ma per il resto non un vero palpito, un sospiro, un gemito, meglio così comunque piuttosto che le disgustose commedie di certe prostitute convinte che in amore tutti gli uomini senza distinzione debbano essere completamente cretini).